LODI e MILANO

SINDACATO UNICOBAS SCUOLA LOMBARDIA
Segretario regionale: prof. Paolo Latella

"Voltaire e Pertini affermavano: ... Non sono d'accordo con le tue idee ma darei la vita perché tu le possa esprimere..."

Questo é lo spirito del blog. Tutti, compreso i partiti e i sindacati anche se non corrispondono alla nostra idea politico sindacale, possono pubblicare idee e notizie che tutelano, garantiscono, migliorano la scuola pubblica in tutti gli ambiti, indirizzi scolastici, studenti, personale docente, Ata sia a tempo indeterminato che precari. Se volete pubblicare il vostro scritto inviatelo a: unicobas.lombardia@gmail.com

lunedì 7 agosto 2017

Licei quadriennali: via a sperimentazione in 100 scuole. Massimo 25 alunni a classe, si parte dal 2018/19. Come si partecipa.


Licei quadriennali: via a sperimentazione in 100 scuole. Massimo 25 alunni a classe, si parte dal 2018/19. Come si partecipa.


Si ritorna a parlare della sperimentazione dei licei brevi, dopo il blocco del decreto negli ultimi mesi del ministero della Giannini.
Il decreto è stato rivisto dopo il parere del CSPI: ha portato la sperimentazione da 60 a 100 scuole. Il Ministro  Fedeli ha firmato il decreto per consentire l’avvio della gara nazionale per selezionare i migliori 100 progetti da far partire nell’anno 2018/19.
Dal 1° al 30 settembre le scuole potranno presentare i progetti. Ogni scuola potrà presentare il progetto per una classe.
Dovrà essere modificato (con giorni in più) il calendario scolastico e l’orario settimanale delle lezioni.
Il corso di studi deve garantire il raggiungimento degli stessi obiettivi di apprendimento del percorso ordinario; deve caratterizzarsi per innovazione didattica, valorizzazione dei laboratori, insegnamento del CLIL a partire dal terzo anno, insegnamenti opzionali, progetti di orientamento con il mondo del lavoro e attività di alternanza.
La valutazione dei progetti sarà affidata ad un Comitato scientifico regionale che relazionerà al Comitato scientifico nazionale, composto da esperti scelti dal MIUR, che dovranno verificare i risultati dell’innovazione, gli eventuali correttivi e misure di sostegno.
Secondo altre indiscrezioni rese note da Repubblica, le scuole dovranno ampliare l’offerta con nuove discipline, come: Diritto e Storia dell’Arte
Inoltre, alternanza scuola-lavoro si dovrà svolgere prevalentemente durante le vacanze estive e nelle pause pasquali e natalizie.
Nei progetti, le scuole dovranno indicare modalità e criteri di selezione degli studenti che parteciperanno al progetto che vedrà classi di massimo 25 alunni.
fonte: http://www.orizzontescuola.it/licei-brevi-la-fedeli-ci-riprova-fine-mese-firma-del-decreto-la-sperimentazione-100-scuole/

domenica 9 luglio 2017

Anche la scuola è composta da uomini, mezzi uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà

Permettetemi alcune considerazioni di fine anno scolastico...

Leonardo Sciascia aveva proprio ragione, la nostra cara e bella Italia è "composta dagli uomini, dai mezzi uomini, dagli ominicchi, dai (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà (vale ovviamente anche per le donne).

Queste persone sono presenti anche nella scuola italiana.

Anche gli intellettuali non sono immuni dal "virus" dei quaquaraquà.

A scuola l'invidia, l'opportunismo, l'insoddisfazione, la poca gratificazione degli insegnanti da parte di chi invece dovrebbe premiarne la professionalità, lo stipendio vergognosamente basso, la poca considerazione riconosciuta dai politici e dalla società, il servilismo, la codardia, la falsità, la vigliaccheria trasformano spesso queste persone in simboli negativi, in soggetti da denigrare.

Il rispetto per gli insegnanti è quasi scomparso.

La maggior parte dei 950mila insegnanti e 200mila tra assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici aspetta che siano “gli altri” a risolvere i problemi della scuola.

La scuola pubblica non è mai stata la priorità dei governi di sinistra e di destra. Hanno solo agito... tagliando i contributi.

In questi ultimi 20 anni ci sono stati tagli per oltre 15 miliardi di euro. Solo la riforma Gelmini ne ha tagliato 8 di miliardi e sappiamo a cosa sono serviti.

Gli esami di stato sono terminati in gran parte d'Italia. Molti tra gli addetti ai lavori (presidenti e commissari) sono soddisfatti, anche tra gli studenti c'è in fondo la consapevolezza che il voto conclusivo rispecchia l'esame superato.

Ma c'è un piccolo esercito di prefiche e maschere pirandelliane che tra gelosie, opportunismi, invidie e cattiverie getta fango sull'operato di chi ha svolto in modo esemplare il proprio compito.

Ai colleghi che si sono comportati in modo corretto e professionale consiglio di gridare la fase di Gabriele d’Annunzio: "Me ne strafotto!"

Essere se stessi a scuola, essere contrastivi, intervenire nei collegi dei docenti di fronte all’apatia generale sta diventando molto pericoloso. Molti dirigenti scolastici non amano essere messi in discussione, anzi fanno di tutto perché le questioni, i problemi non arrivino in collegio dei docenti.

Gli obiettivi di alcuni DS sono: “convincere” i contrari, dissuadere i confusi e premiare “gli alleati”.

Invece bisogna continuare a gridare la verità! Bisogna svegliare i colleghi dormienti e combattere quotidianamente in difesa della scuola pubblica laica statale!

Concludo... con la frase di don Mariano Arena (personaggio di Sciascia ne Il giorno della Civetta):
"Io ho una certa pratica del mondo (aggiungo...della scuola)

Paolo Latella
insegnante e giornalista


venerdì 23 giugno 2017

L'insostenibile leggerezza dell'essere... un alunno con "obiettivo minimo" o eccellente?

prof. Paolo Latella
L'insostenibile leggerezza dell'essere... un alunno con "obiettivo minimo" o eccellente?

Io non riparo menti, non sono un medico pietoso. Non regalo sogni e pacche sulle spalle, non faccio lo psicologo dei miei studenti, sono un insegnante della scuola pubblica laica statale! 

L'ipocrisia abbinata all'arroganza  e alla saccenza è una brutta malattia.

A molte mamme e papà interessa solo che il figlio venga promosso! A loro non interessa che il docente abbia o no tutti gli strumenti e che sia nelle migliori condizioni per insegnare: classi con un numero di studenti non superiori a 20, aumento delle ore d'insegnamento (Il TAR del Lazio aveva emesso 3 sentenze esecutive chiedendo l'immediata applicazione del ripristino delle ore cancellate dalla legge Tremonti-Gelmini ma non sono mai state eseguite dal Miur che è tutt'oggi fuorilegge!), stipendi adeguati alla media europea, fondi adeguati per il diritto allo studio, per l'inclusività, per la legalità, per le scuole e il loro funzionamento. 


Le elemosine servono solo ai media per intortare l'opinione pubblica spiegando in modo subdolo che tutto questo invece è stato realizzato. 

Tutti hanno il diritto di esprimere le proprie potenzialità a scuola, ce lo ricorda la Costituzione italiana.

Scusate lo sfogo ma mi sono rotto di "ragionare" per obiettivi minimi o programmazione semplificata! L'obiettivo minimo in sostanza serve solo a determinare la promozione dello studente.

In una classe invece voglio vedere, scoprire sempre più le eccellenze!

Si eccellenze senza nessuna discriminazione tra studenti di sesso, nazionalità, disabili, con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), Bes.

E’ innegabile però che l’aumento vertiginoso di DSA e BES stia producendo nella scuola un rallentamento sul programma e una riduzione sulla didattica per gli studenti a discapito di chi è in possesso di un quoziente intellettivo superiore (puntualizzo per l'ennesima volta che “quoziente intellettivo superiore” non è discriminante verso gli altri altrimenti continueranno a scrivere e a minacciarmi che io sono contro i dsa e i bes). 

Anche Einstein era dislessico, non raggiunse gli obiettivi minimi? Fu uno delle eccellenze mondiali del '900! 

Adattare la didattica verso il basso è gravissimo! Gli obiettivi minimi nella scuola sono un pessimo voucher sociale! 

La legge 104 e la legge 170 (io avrei preferito la Legge precedente 577 /77, una delle migliori e copiate in tutto il mondo) devono essere applicate seriamente e la scuola deve essere scuola e non un doposcuola!

La scuola non può e non deve sostituire la famiglia. Io non sono l'amicone,  il fratello maggiore, nè il papà, nè la mamma del mio studente, sono il suo insegnante.

Sono un docente e devo essere un modello didattico-educativo per i miei studenti. 

Insegno una materia tecnica e professionale e il compito degli studenti è quello di studiare acquisendo autonomia di analisi e progettazione. 
Hanno il mio supporto costante a scuola e durante la giornata sia sul mio blog che su Fb. Il loro obiettivo primario deve essere la cultura, le conoscenze e le competenze su argomenti su nuove tecnologie. Imparare il problem solving. Capire la differenza tra la legalità e l'illegalità informatica. La sicurezza la protezione dei sistemi informativi.

Ma attenzione: Io non riparo mentì, non sono un medico pietoso. Non regalo sogni e pacche sulle spalle, non faccio lo psicologo ma gli insegno ad essere autonomi nell'ambito del lavoro e una possibilità in più che sia uno studente disabile, dsa, bes o senza difficoltà. Per me non fa differenza. 

Sono diventato un cattivo insegnante per i compagni della sinistra italiana? Me ne farò una ragione. Io ho un'idea ben chiara di scuola pubblica laica statale.

Se parlo di eccellenze nella scuola pubblica laica statale allora sono di destra e sono un fascista se invece parlo di obiettivi minimi raggiunti allora sono un compagno di sinistra e voto PD. 

Mi dispiace deludervi ma non sono di destra nè del PD perchè entrambi sono stati gli artefici della  distruzione della scuola pubblica laica statale.

Secondo me c'è gente su Facebook ma anche altrove, che deve farsi curare ma sul serio! Non riesce ad analizzare e comprendere il testo che legge!

Il mio obiettivo come insegnante è riuscire a portare i miei studenti all'eccellenza, non importa se siano disabili o con disturbi specifici dell'apprendimento, bes o senza nessun disturbo.

Nell'ambito informatico, che è la mia materia, esigo il massimo da loro non il minimo! 
La mediocrità è il cancro di questa società.

Cultura, conoscenza e competenza devono essere le loro credenziali per spaccare il mondo e sederci dentro! A volte ci riesco a volte no. Credo in quello che faccio.

Infine vorrei ringraziare tutti coloro che hanno intasato la mia email di insulti, proteste, minacce e l'email della mia scuola e forse quella del Ministro Fedeli con velate richieste del mio licenziamento in merito a quanto scritto su Fb sugli obiettivi minimi (è il testo è quello che ho scritto in questo articolo).

Era da un po' di tempo che non accadeva. 

Sono segnali di risvegli sociali o difesa estrema del proprio orticello? Non mi interessa. 

Care mamme vi consiglio di leggere di più ed ascoltare e di fidarvi degli insegnanti dei vostri figli, senza mettere ogni volta in dubbio ciò che vi viene detto, difendendo sempre e comunque vostro figlio.

Le persone che mi hanno offeso pubblicamente su Facebook le ho bannate (bloccate) e farò così con tutti coloro che non saranno d'ora in poi in grado di affrontare una discussione in modo sereno.

Rispetto chi non è d'accordo con quello che scrivo ma non accetto la maleducazione e l'arroganza.

Paolo Latella
Insegnante e giornalista

venerdì 16 giugno 2017

Scrutini: chi è obbligato a partecipare? Dai docenti di approfondimento al sostegno, ITP e IRC


Tempo di scrutini: partecipazione agli scrutini di determinati insegnamenti (Approfondimento, Citt. e Cost., Sostegno, ITP, Conversatore, Religione Cattolica e materia alternativa alla RC). Chiarimenti per docenti e dirigenti.
  • Il docente di Approfondimento in materie letterarie
Fa parte a pieno titolo del Consiglio di classe e anche della Commissione d’esame (se tale l’insegnamento è stato volto in una terza classe).
Dal punto di vista dell’insegnamento impartito non esprimerà però una valutazione autonoma, ma il suo voto in decimi dovrà “confluire” nella votazione del docente di materie letterarie così come indicato nella nota n. 685/2010:
Approfondimento non è considerata come materia a sé stante e il docente incaricato di tale insegnamento non ha titolo ad esprimere una valutazione autonoma, bensì a fornire elementi di giudizio al docente di materie letterarie”.
  • Il docente di Cittadinanza e Costituzione
Cittadinanza e Costituzione non è una materia a sé stante e il docente incaricato di tale insegnamento non può che essere quello curricolare di classe di storia e geografia.
Ciò è chiaramente indicato dall’art. 1 della Legge 169/08, nel DPR 89/2009 e nell’ art.2 del D.M. n. 37/09.
Anche qualora la scuola abbia deciso di adottare questo insegnamento come autonomo, il docente a cui è stato affidato tale insegnamento non esprimerà una valutazione autonoma.
  • Il docente di sostegno
I docenti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di intersezione, di interclasse, di classe e dei collegi dei docenti”.
L’art. 15/10 dell’O.M. n. 90/2001 precisa:
I docenti di sostegno, a norma dell’art. 315, comma quinto, del D.Lvo n.297/1994, fanno parte del Consiglio di classe e partecipano, pertanto, a pieno titolo alle operazioni di valutazione, con diritto di voto per tutti gli alunni della classe”.
Gli artt. 2/5 e 4/1 del DPR 122/2009 prevedono:
I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni,avendo come oggetto del proprio giudizio, relativamente agli alunni disabili, i criteri a norma dell’articolo 314, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Qualora un alunno con disabilità sia affidato a più docenti del sostegno, essi si esprimono con un unico voto”.
Dalla lettura sistematica delle norme riportate si ricavano due principi:
  1. I docenti di sostegno partecipano al processo educativo di tutti gli allievi della classe e quindi fanno parte a pieno titolo del Consiglio di classe con diritto di voto per tutti gli allievi della classe, sia o no certificati;
  2. Se ci sono però più docenti di sostegno che seguono lo stesso allievo disabile, questa partecipazione deve “confluire” su un’unica posizione e quindi il loro voto all’interno del Consiglio di classe vale “uno”.
Nota bene : Questa “unica” posizione vale per qualsiasi allievo, sia o no certificato.
  • ITP
Ai sensi dell’art. 5 della Legge 124/1999 (“Disposizioni urgenti in materia di personale scolastico”) e della C.M. n. 28/2000 (“Disposizioni urgenti applicative della Legge n. 124/1999 relativa ai docenti tecnico pratici”), i docenti ITP partecipano a pieno titolo al Consiglio di classe e votano autonomamente, anche se il Consiglio di classe assegna un voto unico alla disciplina da loro impartita insieme al docente di teoria.
  • Il docente Conversatore in lingua straniera
Partecipa a pieno titolo al Consiglio di classe e per loro valgono le stesse norme previste per i docenti ITP.
  • L’insegnante di Religione Cattolica
  1. Fa parte, al pari degli altri insegnanti, degli organi collegiali dell’istituzione scolastica e possiede pertanto lo status degli altri insegnanti;
  2. Partecipa alle valutazioni periodiche e finali, ma soltanto per gli allievi che si sono avvalsi dell’insegnamento della religione cattolica;
  3. Non esprime un voto numerico in decimi, limitandosi a compilare una speciale nota, da consegnare assieme al documento di valutazione.
  • Il docente di alternativa alla Religione Cattolica
Il docente di attività alternativa alla religione partecipa a pieno titolo ai consigli di classe per gli scrutini periodici e finali nonché all’attribuzione del credito scolastico per gli studenti di scuola secondaria di II grado, limitatamente agli alunni che seguono le attività medesime.
fonte: Orizzonte scuola

giovedì 15 giugno 2017

Vademecum per i presidenti degli esami di stato 2016-2017

Ecco una preziosa guida per le Commissioni d'esame 2016-2017

  1. Come prima cosa il Presidente può delegare un proprio sostituto scelto tra i commissari, esterni o interni. In buona sostanza si tratta della nomina di vicepresidente, che in caso di assenza del Presidente lo sostituisce nelle sue funzioni. Il sostituto è unico per le due classi-commissione, tranne casi di necessità che il Presidente dovrà motivare. Il nominare un vice presidente non è un obbligo normativo, ma è importantissimo farlo.
  2. Il Presidente sceglie un commissario, interno o esterno, quale segretario di ciascuna classe-commissione, in particolare, con compiti di verbalizzazione dei lavori collegiali. Il verbale della riunione plenaria congiunta delle due classi-commissione verrà riportato nella verbalizzazione di entrambe le classi-commissione abbinate.
  3. Tutti i componenti la commissione devono dichiarare per iscritto se abbiano istruito privatamente candidati assegnati alla commissione stessa. Tale dichiarazione è obbligatoria anche se negativa: un componente della commissione d'esame che abbia istruito privatamente uno o più candidati assegnati alla propria commissione deve essere immediatamente sostituito per incompatibilità dal competente Direttore generale o dal Dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale.
  4. Tutti i componenti la commissione devono dichiarare per iscritto l'assenza di rapporti di parentela e di affinità entro il quarto grado, ovvero di rapporto di coniugio con i candidati che essi dovranno esaminare. Qualora il presidente accerti che tra i componenti sono presenti docenti legati con i candidati da vincolo matrimoniale, di parentela o affinità entro il quarto grado, dovrà farlo presente al Direttore generale o al Dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale competente, il quale provvederà alla necessaria sostituzione. Non si procede alla sostituzione del commissario interno legato dai vincoli sopra descritti con uno o più candidati interni nel caso in cui il competente consiglio di classe abbia disposto la nomina motivandola in modo puntuale e dichiarando che si tratta di nomina assolutamente necessaria e pertanto rientrante nella previsione di cui alla circolare n. 2 del 23 febbraio 2016, punto 1.d., criterio generale h. Il Direttore generale o il Dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale competente provvederà in modo analogo nei confronti dei presidenti che si trovino nella stessa situazione. I Presidenti e i commissari nominati in sostituzione di personale impedito ad espletare l'incarico devono in ogni caso rilasciare, anche se negative, le dichiarazioni di non aver impartito lezioni private e di non avere rapporti di parentela e di affinità entro il quarto grado né di coniugio con i candidati che essi dovranno esaminare.
  5. Nella seduta preliminare ed eventualmente anche in quelle successive la classe/commissione prende in esame gli atti e i documenti relativi ai candidati interni, nonché la documentazione presentata dagli altri candidati. In particolare esamina: a) elenco dei candidati; b) domande di ammissione agli esami dei candidati esterni e di quelli interni che chiedono di usufruire della abbreviazione per merito di cui al precedente articolo 2, comma 10, con allegati i documenti da cui sia possibile rilevare tutti gli elementi utili ai fini dello svolgimento dell'esame; c) certificazioni relative ai crediti formativi; d) copia dei verbali delle operazioni di cui al precedente articolo 8, relative all'attribuzione e motivazione del credito scolastico; e) per gli allievi che chiedono di usufruire dell'abbreviazione del corso di studi per merito, attestazioni concernenti gli esiti degli scrutini finali della penultima classe e dei due anni antecedenti la penultima, recanti i voti assegnati alle singole discipline, nonché attestazione in cui si indichi l'assenza di ripetenze nei due anni predetti e l'indicazione del credito scolastico attribuito; f) per i candidati esterni, l'esito dell'esame preliminare e l'indicazione del credito scolastico attribuito; g) documento finale del consiglio di classe di cui al precedente articolo 6, compresa la documentazione consegnata dall'istituzione formativa che ha erogato il corso per i candidati ammessi agli esami di Stato nella Regione Lombardia, di cui al precedente articolo 2, comma 1, lettera c) e la documentazione per il corso annuale nelle Province Autonome di Trento e Bolzano di cui al precedente articolo 2, comma 1, lettera d); h) documento del consiglio di classe nella parte relativa ai candidati con disabilità ai fini degli adempimenti di cui al successivo articolo 22, in particolare individuando gli alunni con disabilità che sostengono l'esame con le prove differenziate di cui all'ordinanza ministeriale del 2001 n. 90; i) eventuale documentazione relativa ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (OSA) o con Bisogni Educativi Speciali (BES), individuando gli eventuali alunni che sostengono l'esame con le prove differenziate; j) per le classi sperimentali, relazione informativa sulle attività svolte con riferimento ai singoli indirizzi di studio ed il relativo progetto di sperimentazione.
  6. Il Presidente della commissione, qualora, in sede di esame della documentazione relativa a ciascun candidato, rilevi irregolarità insanabili, provvede a darne tempestiva comunicazione al Ministero cui compete, ai sensi dell'articolo 95 del regio decreto 4 maggio 1925, n. 653, l'adozione dei relativi provvedimenti. In tal caso i candidati sostengono le prove d'esame con riserva.
  7. Il Presidente della commissione, qualora, in sede di esame della documentazione relativa a ciascun candidato, rilevi irregolarità sanabili da parte dell'istituto sede d'esami, invita il dirigente scolastico a provvedere tempestivamente in merito, eventualmente tramite convocazione dei consigli di classe. Il Presidente della commissione, qualora in sede di esame della documentazione relativa a ciascun candidato, rilevi irregolarità sanabili da parte del candidato medesimo, lo invita a regolarizzare detta documentazione, fissando contestualmente il termine di adempimento.
  8. In sede di riunione preliminare, la commissione stabilisce il termine e le modalità di acquisizione delle indicazioni da parte dei candidati finalizzate all'avvio del colloquio, di cui all'articolo 14, comma 4 della presente ordinanza.
  9. In sede di riunione preliminare, o in riunioni successive, la commissione stabilisce i criteri di correzione e valutazione delle prove scritte. Le relative deliberazioni vanno opportunamente motivate e verbalizzate.
  10. Nella stessa riunione, o in riunioni successive, la commissione individua, altresì, i criteri di conduzione e di valutazione nonché le modalità di svolgimento del colloquio, tenendo presente quanto stabilito dal successivo articolo 21. Le relative deliberazioni vanno opportunamente motivate e verbalizzate.
  11. Nella stessa riunione, o in riunioni successive, la commissione determina i criteri per l'eventuale attribuzione del punteggio integrativo, fino a un massimo di 5 punti, per i candidati che abbiano conseguito un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame pari almeno a 70 punti, nonché i criteri per l'eventuale attribuzione di 1 punto di credito scolastico di cui al precedente articolo 8, comma 11 nonché i criteri per l'attribuzione della lode, di cui al successivo articolo 26. Le relative deliberazioni vanno opportunamente motivate e verbalizzate.

    Fonte: La Tecnica della Scuola

lunedì 29 maggio 2017

Sono una prof di una scuola paritaria della Lombardia...

Egregio prof. Latella,

innanzitutto mi sento in dovere di scusarmi con Lei ma non voglio che venga pubblicato il nome e il cognome, perchè il contenuto di questa mia testimonianza metterebbe a rischio il mio, seppur precario, posto di lavoro e, forse, qualcosa di ben più importante.

Sono una collega, precaria da una vita. Qualche mese prima dell’inizio di questo anno scolastico, il mio compagno, attraverso delle conoscenze, riesce a fissarmi un colloquio con il responsabile di un liceo paritario di Monza. Ed ecco le prime tristissime realtà: ottengo un colloquio in una scuola perché sono raccomandata e mi affidano un incarico annuale perché accetto le loro squallide condizioni. La mia esperienza, le mie conoscenze, non interessano a nessuno. Devo solo costare poco. Mia sorella svolge un’attività di baby sitter con una paga oraria che corrisponde a più del doppio della mia. Ma non mi importa, amo il mio lavoro e, comunque, riuscirò a pagare l’affitto dell’appartamento in cui viviamo. Per le bollette, il mangiare e tutto il resto ci penserà il mio compagno.

Inizia la mia avventura: prima liceo delle scienze umane, 16 alunni. Sembrano esserci le condizioni per fare un buon lavoro. Mai impressione fu così sbagliata.

Provo a conoscere gli alunni: perché avete scelto questa scuola ? Perché ai miei è stato detto che qui non bocciano !!!! La risposta quasi unanime che ottengo.

Mi bastano poche ore per capire che il livello di preparazione della quasi totalità delle ragazze non solo è inadeguato per un liceo, ma è insufficiente per qualsiasi scuola secondaria.

Provo a raccogliere qualche informazione sugli alunni: nessuno di quelli che riesco a verificare è uscita dalla scuola primaria con un voto superiore alla sufficienza ed il consiglio orientativo espresso dai professori è quasi totalmente indirizzato verso scuole professionali.

Arriviamo alle prime verifiche: un disastro.

Cerco di capire le motivazioni, mi confronto con le ragazze e, soprattutto con l’esperienza di chi da tempo lavora nell’istituto. La situazione è chiara: vada come vada, qui tutti devono essere promossi. Vengono qui e pagano per questo. Non si ammettono deroghe.

Nei mesi successivi cerco di svolgere il mio lavoro in modo quasi decente, ma non è proprio possibile. In considerazione del completo disinteresse e mancanza di impegno delle alunne, mi vedo costretta a effettuare finte verifiche ed interrogazioni, necessarie per garantire a tutti almeno la sufficienza. L’apice lo tocco qualche giorno fa, quando sono chiamata dal dirigente che mi informa che alcuni genitori si sono lamentati perché le figlie hanno voti troppo bassi. Mi dice che se voglio avere qualche possibilità di lavorare il prossimo anno “le ragazze devono migliorare !!!!”.

Sono amareggiata, triste, ma devo mangiare e pagare le bollette. Mi adeguo.

Questa è la scuola italiana. Anzi la buona scuola.

L’istituzione che dovrebbe formare la società italiana di domani, il futuro del nostro paese. L’istituzione che dovrebbe trasmettere, oltre a nozioni, valori e princìpi alle generazioni future.

Credo che la mia esperienza sia l’evidenza che siamo di fronte ad un completo e totale fallimento.

Se ci fosse una reale volontà politica di debellare il vergognoso business delle scuole paritarie sarebbe sufficiente prendere le graduatorie annuali pubblicate da EDUSCOPIO, verificare i tassi di bocciature delle scuole che occupano gli ultimi posti delle varie classifiche (normalmente sono tutte scuole paritarie con tassi di bocciatura intorno al 2-3 % per le prime classi ) ed iniziare le ispezioni.
Ma come Lei ben sa, pochi mesi fa i fondi pubblici che il governo italiano ha dedicato a questi istituti sono addirittura aumentati, quindi ........

Non potrò mai permettermi un matrimonio e tanto meno dei figli, ma almeno devo potermi garantire il pane quotidiano ed un tetto sopra la testa.

Con infinita stima.

Grazie per l’attenzione.

Una collega.

foto: immagine da repertorio

giovedì 18 maggio 2017

Decreti attuativi Buona Scuola, pubblicati in Gazzetta Ufficiale: le novità e quando entreranno in vigore

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti legislativi della Buona Scuola firmati lo scorso 13 aprile dal Presidente della Repubblica Sergio Matterella. Entrata in vigore dal 31 maggio 2017. Si tratta nello specifico dei decreti legislativi sulla promozione della cultura umanistica, sull’effettività dei diritto allo studio, sul riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, sulla valutazione e l’esame di Stato, sull’inclusione scolastica, sulla revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, sulla scuola italiana all’estero e sullo zero – sei.  È possibile trovarli nei supplementi ordinari della Gazzetta Ufficiale n.112 del 16 maggio 2017.

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 59  – Formazione iniziale e accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria

Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00067) (GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)
Entrata in vigore del provvedimento: 31 maggio 2017
Dal 2018 tutti i laureati potranno partecipare alle nuove selezioni, basta che abbiano conseguito 24 crediti universitari. I nuovi concorsi avranno cadenza biennale. Chi vince la selezione dovrà intraprendere un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio, con una retribuzione crescente che parte fin dal periodo della formazione, fino al terzo anno dove sarà possibile arrotondare svolgendo anche le supplenze. Svolti i tre anni di formazione, se la valutazione sarà positiva, scatterà l’immissione in ruolo. Si prevede una fase transitoria durante la quale saranno esaurite le Graduatorie a esaurimento e quelle dell’ultimo concorso del 2016.

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 60  – Promozione cultura umanistica

Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00068) (GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)
Entrata in vigore del provvedimento: 31 maggio 2017

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 61  – Istruzione professionale

Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonchè raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera d), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00069) (GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)Entrata in vigore del provvedimento: 31 maggio 2017
I percorsi di istruzione professionale si comporranno da un biennio più un triennio, per una durata complessiva di 5 anni. Dall’anno scolastico 2018/19 (anno nel quale il sistema entrerà in vigore) gli indirizzi dei professionali passeranno da 6 a 11. Stanziati 48 milioni a regime per incrementare il personale scolastico. Stabilizzato lo stanziamento di 25 milioni di euro per l’apprendistato formativo.

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 62  – Valutazione ed Esami di Stato

Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00070) (GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)Entrata in vigore del provvedimento: 31 maggio 2017
Per vedere all’opera la nuova maturità dovremo attendere l’anno scolastico 2018/19, anno nel quale entrerà in vigore. Per conoscere tutte le novità relative al nuovo esame di Stato, basta cliccare qui. Arriva “Il curriculum della studentessa e dello studente” in cui saranno riportate le materie ricomprese nel piano di studi con l’indicazione del monte ore complessivo destinato a ognuna di queste. In una specifica sezione del curriculum saranno “indicati, in forma descrittiva, i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove scritte a carattere nazionale”, distintamente per ciascuna delle discipline oggetto di rilevazione e la certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese.
Per quanto riguarda il primo ciclo rimangono i voti che saranno però affiancati da una specifica certificazione delle competenze. Alla primaria la bocciatura (o meglio, “non ammissione”)  è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe.

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 63  – Diritto allo studio 

Effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonchè potenziamento della carta dello studente, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera f), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00071) (GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)Entrata in vigore del provvedimento: 31 maggio 2017
Aumentate le risorse per il diritto allo studio: 30 milioni vengono destinati per il 2017 alla copertura di borse di studio, altri 10 milioni (all’anno, fino al 2019-2020) vengono invece stanziati per l’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunni con disabilità. Altri 10 milioni ancora vengono investiti, dal 2019, per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali. Previsto, inoltre, l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 64  – Scuola italiana all’estero

Disciplina della scuola italiana all’estero, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera h), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00072) (GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)Entrata in vigore del provvedimento: 31 maggio 2017

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 65 – Zero – sei

Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00073) (GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)Entrata in vigore del provvedimento: 31 maggio 2017
Potenziato di 50 insegnanti (da 624 a 674) l’organico. I tempi di permanenza fuori dall’Italia passano dai 9 anni attuali a due periodi di 6 anni scolastici che dovranno però essere intervallati da un periodo di 6 anni nelle scuole italiane del Paese.

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 66 – Inclusione

Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00074) (GU Serie Generale n.112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23)Entrata in vigore del provvedimento: 31 maggio 2017
l decreto sull’inclusione degli alunni con disabilità ha registrato diverse modifiche in accoglimento delle proposte uscite dalle Commissioni parlamentari.