Lodi e Milano

SINDACATO UNICOBAS SCUOLA LOMBARDIA
Segretario regionale: prof. Paolo Latella

"Voltaire e Pertini affermavano: ... Non sono d'accordo con le tue idee ma darei la vita perché tu le possa esprimere..."

Questo é lo spirito del blog. Tutti, compreso i partiti e i sindacati anche se non corrispondono alla nostra idea politico sindacale, possono pubblicare idee e notizie che tutelano, garantiscono, migliorano la scuola pubblica in tutti gli ambiti, indirizzi scolastici, studenti, personale docente, Ata sia a tempo indeterminato che precari. Se volete pubblicare il vostro scritto inviatelo a: unicobas.lombardia@gmail.com

giovedì 29 settembre 2016

L'Istituto Tecnico Economico e Tecnologico "Agostino Bassi" di Lodi diventa polo universitario

L'Istituto Tecnico Economico e Tecnologico 
"Agostino Bassi" di Lodi diventa polo universitario 


Attivato in Italia il primo Corso di Laurea Triennale in:
Costruzioni e Gestione del Territorio








A Lodi nasce la prima Università: Corso di Laurea Triennale in Costruzioni e Gestione del Territorio c/o L'Istituto tecnico Economico e Tecnologico "Agostino Bassi" di Lodi in collaborazione con le Università di San Marino, Modena e Reggio Emilia.

vorrei segnalare che il 30 settembre 2016 alle ore 15 presso l'Auditorium della BPL in Via Polenghi a Lodi ci sarà il convegno " GEOMETRI, UNIVERSITÀ', SCUOLA I PIONIERI PER IL PATTO PER LA NUOVA FIGURA DEL GEOMETRA LAUREATO".

L'iniziativa è aperta a tutti i docenti, studenti e genitori, rientra tra le iniziative di avvio del Nuovo Corso di Laurea in "Costruzione e Gestione del Territorio" organizzato dal Collegio Provinciale dei Geometri di Lodi e dal Polo Formativo Universitario dell'Istituto "Bassi" di Lodi.

Le lezioni si terranno a Lodi presso il Collegio San Francesco secondo il calendario in fase di preparazione

Polo Formativo Universitario
Geometra Laureato - Lodi

Corso di Laurea Triennale in Costruzioni e Gestione del Territorio


Sede legale: Istituto Tecnico Economico Statale "Agostino Bassi" Via di Porta Regale, 2 - 26900 Lodi
Sede didattica: Collegio San Francesco Via S. Francesco D'Assisi, 21 - 26900 Lodi con annesso Convitto usufruibile dagli studenti

Sito Università di San Marino: http://www.unirsm.sm/it/geometra-laureato_1994.htm

Presentazione del Corso

Per assecondare le più recenti disposizioni normative dettate a livello europeo e garantire un'alta formazione da parte dei professionisti impegnati nel settore, l'Università degli Studi della Repubblica di San Marino, in collaborazione con l'Università di Modena e Reggio Emilia, ha scelto di attivare un Corso di Laurea Triennale - Facoltà di Ingegneria Civile e Ambientale Classe L7 - in Costruzioni e Gestione del Territorio, specifico per la figura del Geometra Laureato.

Il Corso di Laurea, che si distingue per essere l'unico attualmente offerto in Italia, asseconda la richiesta di un titolo di Laurea per tutti i liberi professionisti iscritti agli albi professionali nel territorio dell'Unione Europea entro il 2020 (G.U. Unione Europea del 16 Luglio 2012 2014/C 226/02).

Possono iscriversi i diplomati della scuola secondaria superiore o in possesso di altro titolo di studio equipollente conseguito all'estero.

Si rilascia il titolo di dottore in Costruzioni e Gestione del Territorio. Il titolo rilasciato ha validità a San Marino, in Italia e nell’Unione Europea.

*Appartiene alla classe L-7 Ingegneria Civile e Ambientale stabilita dal MIUR.

Perché iscriversi al Corso di laurea in Costruzioni e Gestione del Territorio:

Per conseguire un titolo, riconosciuto in Italia ed in Europa che permette di intraprendere la professione di Geometra Laureato.

Per l’elevata qualità dei docenti, molti dei quali collaborano con Università italiane ed internazionali di alto prestigio.

Per acquisire competenze professionalizzanti, indispensabili per operare come professionisti qualificati nell’ambito delle costruzioni e gestione del territorio.

Per le possibilità di venire a contatto con le realtà professionali a livello locale e internazionale durante il percorso di studi.

Per l’ottimo rapporto studenti-docenti, favorito dalla presenza di tutor. Il tutoraggio rappresenta un servizio importante, a supporto degli studenti durante il loro percorso formativo.

Per vivere l’esperienza dell’università in un contesto unico all’interno di un piccolo Stato dalla millenaria tradizione, noto per l’autonomia e l’ospitalità.

Obiettivi:

Il Corso di Laurea si configura come un percorso di studi specifico per il Geometra Laureato, con un piano di studi altamente professionalizzante che consente l’iscrizione all’albo professionale al termine del percorso formativo. I corsi si svolgeranno in stretta collaborazione con il Collegio dei Geometri della Provincia di Rimini, al fine di creare una figura professionale che possa inserirsi da subito e a pieno titolo nel mondo del lavoro secondo i nuovi standard europei.

Sbocchi occupazionali:

Si tratta di un percorso volto a formare professionisti in grado di operare nel settore pubblicoe in quello privato, nei seguenti ambiti:

Tutela dell’ambiente

Recupero e riqualificazione degli edifici

Progettazione, valutazione e realizzazione di edifici eco-compatibili

Misurazione, rappresentazione e tutela del territorio

Valutazione di beni immobili

Gestione e coordinamento di imprese e cantieri

Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle abitazioni private

Energie rinnovabili ed efficienza energetica

Didattica:

Il Corso di laurea in Costruzioni e gestione del territorio rappresenta un percorso volto a formare professionisti in grado di operare in tre principali aree:

edilizia, urbanistica e ambiente > dove il Geometra Laureato si caratterizza per la molteplicità di competenze acquisite, da mettere in campo in prestazioni quali la progettazione, direzione e contabilità dei lavori, oltre che i collaudi e il coordinamento della sicurezza in tutte le fasi interessate. Ciò si estende inoltre a servizi come l’amministrazione immobiliare e la certificazione energetica.

estimo e attività peritale > dove il Geometra Laureato può mettere in pratica quanto appreso durante il percorso formativo per consulenze che vanno dalla valutazione del valore di mercato degli immobili, all’assistenza tecnico-normativa, indispensabile sia per i privati cittadini in vertenze di tipo giudiziale e stragiudiziale, sia per le imprese aggiudicatarie di contratti di appalto pubblico o privato.

geomatica e attività catastale > dove il Geometra Laureato applica le competenze acquisite eseguendo attività come il rilievo di fabbricati e la restituzione grafica di planimetrie, oltre al tracciamento di opere infrastrutturali quali, per esempio, tracciati stradali, idraulici e ferroviari.

Si rilascia il titolo di dottore in Costruzioni e Gestione del Territorio. Il titolo rilasciato ha validità a San Marino, in Italia e nell'Unione Europea.

L’Istituto Tecnico ed Economico Agostino Bassi ha sottoscritto un protocollo di intesa con l’Università di San Marino per l’avvio del corso di Laurea a partire dall’anno accademico 2016/17.

» PROTOCOLLO DI INTESA SCUOLA-UNIVERSITÀ


In collaborazione con:



gli Istituti tecnici per geometri della Provincia di Rimini

l'Istituto Tecnico Economico "Agostino Bassi" http://www.bassi.gov.it di Lodi e Collegio dei Geometri e Geometri laureati della Provincia di Lodi.

Contatti

Per ulteriori informazioni
contatta presso l'ITE "A. Bassi"
il DS Prof. Corrado Sancilio
il Prof. Renzo Santin
il Prof. Salvatore Sias

Indirizzo:
Via di Porta Regale, 2 - 26900 LODI

Mail:
preside@bassilodi.it

Telefono:
0371 092014

Iscrizione al Corso di Laurea

Il calendario delle lezioni riservate agli iscritti al corso di laurea di Lodi, sarà comunicato dalla segreteria dell'istituto Bassi direttamente agli interessati entro la fine del mese di ottobre.
Le lezioni si terranno presso il Collegio San Francesco di Lodi.

» Modulo di iscrizione
(da consegnare alla segreteria del Bassi)

Protocollo di Intesa Scuola-Università



articolo di: Paolo Latella
insegnante e giornalista
RSU Unicobas dell'Istituto Tecnico Economico e Tecnologico " A. Bassi" di Lodi

mercoledì 28 settembre 2016

L'organico dell'Autonomia

La Legge 107 individua tre tipologie di contratti: docente titolare di cattedra, docente del potenziato e docente di sostegno.
 

Il comma 63 della Legge 107/2015 stabilisce: Le istituzioni scolastiche perseguono le finalita' di cui ai commi da 1 a 4 e l'attuazione di funzioni organizzative e di coordinamento attraverso l'organico dell'autonomia costituito dai posti comuni, per il sostegno e per il potenziamento dell'offerta formativa.
 

Il docente titolare di cattedra (posto comune) non può essere trasferito d'ufficio sull'organico potenziato. 

Il comma 73 della Legge 107 recita così: Il personale docente gia' assunto in ruolo a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge conserva la titolarita' della cattedra presso la scuola di appartenenza. Al personale docente assunto nell'anno scolastico 2015/2016 mediante le procedure di cui all'articolo 399 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, continuano ad applicarsi le disposizioni del medesimo decreto legislativo in merito all'attribuzione della sede durante l'anno di prova e alla successiva destinazione alla sede definitiva. Il personale docente assunto ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e' assegnato agli ambiti territoriali a decorrere dall'anno scolastico 2016/2017. Il personale docente in esubero o soprannumerario nell'anno scolastico 2016/2017 e' assegnato agli ambiti territoriali. Dall'anno scolastico 2016/2017 la mobilita' territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali.

Il dirigente può chiedere all'ins
egnante di partecipare ad un progetto ma non può obbligarlo a lasciare la cattedra (lezione frontale). Le graduatorie sono distinte e i docenti del potenziato non possono finire nelle graduatorie d'istituto e viceversa. Le graduatorie d'istituto ( per i docenti a tempo indeterminato) sono bloccate per tre anni e non ci sono docenti in esubero. I docenti DOP (Insegnanti che non hanno il posto perchè la propria graduatoria è esaurita Dotazione Organico Provinciale) che vengono assegnati ad una scuola, rimangono solo per un anno e non tre. Il docente DOP che dovesse avere il trasferimento su cattedra rientra a pieno titolo nella graduatoria d'istituto e non sul potenziato (perchè non è più DOP).
Chi invece viene assegnato nell'organico potenziato rimane per tre anni vincolato in quella scuola. i colleghi del potenziato, ai quali vengono destinate ore di supplenza, non possono "farsi" l'orario da soli. Tanto meno chiedere di inserire le 18 ore in tre giorni. Le supplenze a paganento vengono sostanzialmente cancellate quasi del tutto.
Dimostrare ai Revisori dei Conti, che a fronte di 60 ore di supplenze assegnate ai docenti del potenziato, si pagano ore di straordinario è praticamente improponibile.
Spetta al dirigente scolastico inserire le ore di supplenza nell'arco di cinque giorni lavorativi ( ricordo che il giorno libero non è un diritto ma è una consuetudine). Non possono essere nominati supplenti sotto i dieci giorni. 


Secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 85, della sopra richiamata Legge
107/2015, tenuto conto degli obiettivi di cui al comma 7 dell’art. 1 della Legge citata, il dirigente scolastico può effettuare sostituzioni di docenti assenti per la copertura di supplenze temporanee fino a 10 giorni con personale dell’organico dell’autonomia, che, in possesso del previsto titolo di studio di accesso, ove impiegato in gradi di istruzione inferiore, conserva il trattamento stipendiale del grado di istruzione di appartenenza.

Non possono essere nominati supplenti su un docente del potenziato che si assenta anche se assegnato ad una classe con lezione frontale.
Sarà cura del dirigente sostituire l'insegnante del potenziato in malattia con un docente a tempo indeterminato dell'Istituto.
I supplenti continuano ad essere nominati su posti vacanti fino al 31 agosto e 30 giugno oppure su supplenze superiori a 10 giorni in sostituzione per malattia o per gravidanza fino all'avente diritto.
Questo fa parte dell'organico dell'autonomia mentre la questione dei precari rientra nella legislazione scolastica.
Consiglio ai colleghi poco inclini alla lettura delle leggi e regolamenti di "aprire gli occhi" e di stare attenti.
Ci sono tantissimi dirigenti preparati ma ce ne sono anche di personaggi pericolosi. Tutelate i vostri diritti conoscendo prima di tutto la normativa! 



Paolo Latella
Unicobas Scuola Lombardia

venerdì 23 settembre 2016

Convegno MERCOLEDÌ 12 OTTOBRE 2016 ore 9.00 /14.00 Aula Magna Liceo Classico “Terenzio Mamiani” Viale delle Milizie, 30 - Roma


Convegno MERCOLEDÌ 12 OTTOBRE 2016 ore 9.00 /14.00 Aula Magna Liceo Classico “Terenzio Mamiani” Viale delle Milizie, 30 - Roma 
(Esonero dal servizio fruibile da tutti i docenti e gli ATA, di ruolo e non, ai sensi dell’art. 64, commi 4 e 5, del vigente CCNL)  

INTERVERRANNO:  

Prof. Gaetano Azzariti (Docente di Diritto Costituzionale, Università “La Sapienza”): “Le ragioni del NO alla controriforma costituzionale”  

Prof.ssa Marina Boscaino (Comitato Nazionale LIP - Legge d’Iniziativa Popolare per la scuola della Repubblica): “La ‘DEFORMA’ costituzionale spiegata ai miei studenti”  

Prof. Ferdinando Imposimato (Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione) “Costituzione o Legge per la ‘casta’?” 

Prof.ssa Maria Mantello (Presidente Associazione nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”): “Laicità, Scuola e Costituzione” 

Prof. Alvaro Belardinelli (Docente L.C. “Terenzio Mamiani”): “Il NO non è solo ‘questione da Costituzionalisti’” 

Prof. Stefano d’Errico (Segretario Nazionale Unicobas Scuola): “La de-costituzionalizzazione della scuola segue la distruzione dei diritti giuslavoristici e sindacali ed anticipa la modifica della Carta relativamente alla rappresentanza politica ed elettorale, in un percorso che viene da lontano” 

Prof.ssa Alessandra Fantauzzi (Membro dell’Esecutivo Nazionale Unicobas Scuola): “Dalla campagna per l’abrogazione della L. 107 allo scontro decisivo: l’importanza del NO SOCIALE e della due giorni 21 / 22 Ottobre (Sciopero e Manifestazione nazionale)” 

Prof. Stefano Lonzar (Vicepresidente Associazione Unicorno l’AltrascuolA): “La cultura dei diritti e la funzione docente” 

Questo Convegno è organizzato dall’Associazione Unicorno l’AltrascuolA in collaborazione con il Liceo “T. Mamiani” e l’Unicobas Scuola 

Come previsto dal D.M. 177/2000, art. 2, comma 5, le singole iniziative formative promosse da soggetti definitivamente accreditati come Enti di formazione da parte del MIUR ai sensi della Direttiva 90/2003 sono riconosciute dall’amministrazione scolastica e quindi non necessitano di specifica circolare (Nota MIUR n. 3096 del 2/2/2016)

giovedì 22 settembre 2016

La scuola italiana che non ti aspetti… invece “La Buona Scuola” di Renzi, Giannini, Puglisi, Toccafondi e Faraone è proprio così.

La scuola italiana che non ti aspetti… invece “La Buona Scuola” di Renzi, Giannini, Puglisi, Toccafondi e Faraone è proprio così.


L’articolo è un po’ lungo ma vi prometto che non rimarrete delusi…

Avevano promesso 150 mila assunzioni ma ne hanno assunti solo 85mila senza considerare che molti di questi posti erano occupati da chi era andato in pensione (35mila posti) .

La chiamata diretta 

è un sistema che deve produrre paura, disagio al personale della scuola, deve passare il messaggio che il dirigente può nominare chi vuole. Ma non è proprio così. Il docente a tempo indeterminato, se non viene “scelto” dal dirigente nell’ambito territoriale, verrà trasferito direttamente dall’Ufficio Scolastico Regionale in quella determinata scuola. L’obiettivo di questo gioco perverso è l’individuazione di eventuali docenti “contrastivi”, separarli dal gruppo dei “bravi docenti educati e politicamente corretti”, iscritti al Rotary, Ai Lyons, attivi negli oratori e in chiesa ogni mattina di domenica che non intervengono mai nei collegi dei docenti, perché gli va bene tutto.
Poi esistono anche situazioni da denuncia come il caso di certi dirigenti che chiedono ai docenti il video del proprio curriculum vitae…

L'Organico dell'autonomia
è un pastrocchio, doveva essere un sistema in grado di migliorare la didattica e potenziare le attività di istituto, si è trasformato invece, in un organismo burocratico che permette ai dirigenti scolastici di avere i “guardiani o parcheggiatori… scegliete voi” nelle classi dove manca il docente titolare, solo tappa buchi sulle supplenze. Ogni tanto nei corridoi incontri colleghi che vagano… vagano… chi siete, dove andate, cosa portate? Ma chi siete? Dove andate? Un fiorino… ma chi siete?
Gravissima la cancellazione della continuità didattica.
Per la titolarità, in ogni scuola è scoppiata la rissa “d'istituto”, discussioni tra docenti con contratti a tempo indeterminato assunti prima del 2015 e quelli dopo il 2015 che rivendicano il diritto di insegnamento nelle classi pur essendo stati assunti sull'organico potenziato. Nulla di personale, ma sappiamo che è il dirigente scolastico a stabilire quale docente e dove verrà impegnato (se su classe, su progetto o cattedra spezzata. Ovviamente il titolare della cattedra deve essere invitato dal dirigente a spostarsi sui progetti non può essere "trasferito" in altra attività se lui non vuole. Sarebbe buona cosa chiedere ai DS l'ordine di servizio e vedrete che, come per incanto, rimarrete sul posto in classe ad insegnare, forse in più classi (ovvio che ve la faranno pagare in qualche modo perchè siete stati marchiati “docenti contrastivi”) ma insegnerete (siete stati assunti per quello) e non verrete demansionati nel compito di:
pettinare le bambole,
fare i grattini sulla schiena delle scimmie
soffiare nelle orecchie alle giraffe
(ogni riferimento a bambole, scimmie e giraffe è puramente casuale).

Sulla questione delle graduatorie d’istituto
un’ultima cosa: quando pensate di essere diventati soprannumerari e di finire nell’odissea dell’ambito, verificate bene le graduatorie, non si sa mai che qualche collega del potenziato non sia stato inserito prima di voi… ma solo per “errore” ovviamente...

Corsi di aggiornamento
C'è la questione dei corsi di aggiornamento obbligatori ma solo per chi rientra nelle figure del PTOF e svolge funzioni aggiuntive come gli animatori digitali, responsabili di progetto, staff, sicurezza, ecc.
Capita sempre più spesso di seguire corsi di aggiornamento, che vengono tenuti da insegnanti e non da docenti universitari. Insomma ascoltiamo e guardiamo le slides su DSA, BES, la questione dell'inclusione, delle tecnologie collegate ai BES. Per poi sentirci dire sempre le stesse cose, come se per 30 anni di insegnamento non abbiamo mai avuto studenti disabili o con problematiche particolari, ma guai a dirlo perché vieni considerato un docente contrastivo che non sa nulla su gli studenti DSA e BES.

Chissà poi perché ce l'hanno tanto con noi insegnanti? 
Forse perché pensiamo, prepariamo i nostri studenti con conoscenze e competenze e contribuiamo alla formazione della loro coscienza critica, si proprio quella che ogni Governo vuole cancellare, meglio rimanere ignoranti e allontanarsi dalla cultura… più semplici da controllare, gestire e comandare.
La categoria professionale dei docenti deve aggiornarsi fuori orario di servizio e spesso pagando di tasca propria il corso oppure utilizzando i 500 euro del bonus (invece sarebbe buona cosa usarli per pagare l’affitto, la rata del mutuo, i libri dei propri figli ma non si può, è assolutamente vietato dalla “Buona Scuola”) mentre tutti i dipendenti pubblici e privati, comprese le forze dell'ordine, partecipano ai corsi di aggiornamento in orario di servizio, anche all'estero con vitto e alloggio pagato e spesso hanno anche un incentivo (premio).

Caos cattedre:
nelle scuole italiane, soprattutto al nord, manca ancora il 20% dei docenti e l'altro 20% è coperto da insegnanti precari, in attesa dei vincitori di concorso che forse non arriveranno mai. Gli studenti si trovano in difficoltà. Le settimane senza professori peseranno alla fine dell'anno, sullo svolgimento effettivo del programma, ma non importa, la Legge 107 non tutela la didattica né gli studenti tanto meno il personale scolastico. Recentemente il Miur si è accorto che nella Legge 107 mancano le linee guida per coordinare l'incontro tra offerta formativa della scuola e il miglior docente possibile per realizzarla. Ovviamente il ministro Giannini non ne sapeva nulla…

Concorso:
la situazione è tragica. Ci sono i vincitori ma per alcune classi di concorso non ci sono le cattedre, altri hanno vinto il concorso ma verranno stabilizzati il prossimo anno, ci sono docenti che ancora non conoscono l'esito del concorso, ci sono docenti che hanno fatto ricorso, ci sono docenti che non hanno vinto il concorso e addirittura docenti “inesistenti” che hanno superato il concorso (questa è proprio bella, mi piacerebbe conoscere “lo scienziato” che ha realizzato il software (anche quello dei trasferimenti).

Ho letto, ho ascoltato giudizi pesanti sugli insegnanti 
Alcuni giornalisti, politici, presentatori televisivi e radiofonici hanno sparato a zero sugli insegnanti abilitati ma non promossi. Si, è molto strano visto che per partecipare al concorso bisognava possedere un'abilitazione all'insegnamento per quell'ambito della classe di concorso. Un ulteriore percorso di studio universitario con esami e stage in classe ed esame finale che tutti i partecipanti al concorsone possedevano.
E' paradossale che, solo nella scuola italiana, si chieda al docente di essere laureato (cinque anni), specializzato con più master, abilitato all'insegnamento (con esame) e vincitore di concorso (altro esame). 
Lo considero uno spreco di tempo, di denaro pubblico, un sistema che destabilizza tutta la scuola pubblica laica statale sia dal punto di vista degli studenti che degli insegnanti.
Domenica 18 settembre su RTL102.5 c'è stato un interessante dibattito sulla scuola. Ho chiesto tramite whatsapp di intervenire, ascoltavo solo critiche sugli insegnanti da parte degli ascoltatori... ma ahimè ho scritto che sono un papà insegnante e membro del direttivo nazionale Unicobas e il cell non ha squillato. Troppo traffico(telefonico)... per niente? Shakespeare?
Quando si affrontano temi fondamentali come quello della scuola è importante far intervenire (soprattutto se si chiede gentilmente di intervenire) anche chi si occupa di scuola da 32 anni e difende e tutela gli insegnanti e il personale non docente. La nostra categoria da decenni è sempre più massacrata dai governi di turno e dai media, come se fossimo gli unici veri responsabili di tutti i problemi dell'Italia. Sono un assiduo ascoltatore di questa radio che reputo un'emittente di altissimo livello ma questa volta hanno sbagliato alla grande e lo considero gravissimo, pressioni?
Spero di no.

Ricorsi al Tar:
Il Governo e il Miur sono in grave ritardo (quasi due anni) sulle due sentenze esecutive che obbligano il ripristino delle ore di lezione cancellate agli studenti per colpa della legge Gelmini- Tremonti. Di fatto si impone al Miur di riportare l'orario di lezione negli istituti tecnici e professionali a 36 ore. Gli insegnanti delle materie tecniche ritornerebbero ad insegnare in tre classi invece di sei, sette, otto, nove con una migliore distribuzione delle attività didattiche recuperando le ore cancellate dalla riforma. Un sistema che permetterebbe di eliminare gli esuberi in molte classi di concorso. Ma domandatevi perché questo non avviene… e soprattutto quando è proprio lo Stato a non rispettare la legge.

La questione dei precari
è di difficile soluzione sia per la confusione e l'improvvisazione da parte di chi dovrebbe decidere (politici) e di chi dovrebbe eseguire (tecnici del Miur). Allo stato attuale ci sono più di 200mila precari tra abilitati e non abilitati con diversi anni di servizio che rischiano nel 2018 di non insegnare più per effetto della Legge 107 (mossa strategica, sempre a discapito dei lavoratori, per evitare di essere sanzionati dall’Europa) che vieta ai dirigenti scolastici di assegnare cattedre ai docenti che hanno insegnato per più di tre anni, come dire più sei bravo , più dai fastidio e sei un peso per le casse dell’Amministrazione… e quindi se non dovessero cambiare la legge, questi colleghi saranno destinati a rimanere sena lavoro, una categoria composta da persone, quasi tutti laureati, di età compresa tra i 35 e i 50 quasi sempre con famiglia a carico.

School Bonus
Grazie alla Legge 107 (La “Buona Scuola”) le scuole diventeranno come le televisioni. Vivranno di vita propria... con i contributi delle aziende come nei college americani.
Giannini: “La scuola è di tutti, e tutti possiamo contribuire al suo miglioramento. Ora abbiamo lo strumento per farlo”. Al via la campagna istituzionale di comunicazione sullo SchoolBonus, lo strumento previsto dalla legge Buona Scuola per consentire a chi fa erogazioni liberali ad una istituzione scolastica di avere un credito di imposta pari al 65% per le donazioni effettuate negli anni 2016 e 2017 e al 50% per il 2018.
Ricordo che la mia taglia è la 58 nel caso dovessero decidere di farci indossare la divisa.


Esame di Stato:
Pronta La Mini riforma dell’esame di Stato, tra le novità la prova Invalsi nel quinto anno.
Gli esami di Stato che si tengono alla fine della scuola secondaria di secondo grado sono oggetto in questi giorni di uno studio da parte dei tecnici ministeriali che avrebbero sottoposto al Ministro Stefania Giannini una miniriforma. In realtà le modifiche proposte non sarebbero molte. Tra quelle più importanti, anche per la recente immissione nel mondo scolastico, c’è sicuramente quella che prevede un valore didattico reale all’alternanza scuola-lavoro. Infatti questa varrà per l’ammissione e sarà oggetto di esame. Saranno, poi, introdotte nel quinto anno le prove standardizzate Invalsi in contemporanea alle attività didattiche. La partecipazione da parte degli alunni e il raggiungimento della sufficienza nelle prove sarà requisito per l’ammissione agli esami. Le prove riguarderanno Italiano, Matematica e Inglese. Non c’è ancora parere unanime per quanto riguarda la commissione d’esame (quasi sicuramente la commissione sarà tutta interna con presidente esterno), oggetto nel corso di decenni di diverse modifiche. Si tratta, però, di una delle varie opzioni prese in considerazione, anche se pare sia la più gettonata. L’esame sarà semplificato: due prove scritte (Italiano e prova di indirizzo), un colloquio volto ad accertare le competenze relative al profilo dello studente e la sua capacità argomentativa e critica. Faranno parte del colloquio anche le esperienze in alternanza scuola-lavoro. Il voto finale sarà in centesimi, con un’incidenza del credito scolastico sino ad un massimo di 40 punti.
Fonte: OggiScuola.

Stipendi: 
se saremo fortunati, avremo un aumento di 3,5 euro al mese!
Dovremo ringraziare comunque chi per “concessione divina” guadagna, senza considerare le eventuali indennità di funzione, ogni mese (senatori)14.634,89 euro e (deputati) 13.971,35.
Il Sole 24 ore ha calcolato l’aumento lordo che ciascun dipendente pubblico (compreso insegnanti e personale non docente) percepirà nel prossimo rinnovo contrattuale. Si tratta di 100 euro. Dai cento euro bisogna togliere 33 euro di contributi e dell’Irap che gravano sull’Ente.
Rimangono 67 euro che devono essere divise in 13 mensilità annuali e a questo punto sono 5 euro al mese. Da questa cifra bisogna togliere le trattenute erariali e in tasca avremo netti da 3,50 a 3,75 euro mensili.

Ecco perchè accade…

Dal 1993 (col Dl.vo 29) è stato imposto in modo vergognoso un tetto agli stipendi . Sono vietati per legge aumenti superiori all’inflazione programmata. Per questo, col passaggio dalla lira all’euro, avemmo un rinnovo del 2% a fronte del dato Istat al 6% e di un aumento dei prezzi al consumo pari al 50%. Per questo, dal 1995 (quando da biennali gli scatti divennero gradoni di 6 e 7 anni) ci siamo ‘autofinanziati’ tutti i contratti, senza i quali, se avessimo conservato anche solo gli scatti precedenti, avremmo uno stipendio ben più alto, ed abbiamo avuto ‘aumenti’ sempre sotto l’inflazione dichiarata (dato Istat) e reale (incremento vero del costo della vita) e non potremo MAI neppure avvicinarci alla media retributiva europea, ove siamo (stando ai costi standard) all’ultimo posto, persino sotto Grecia e Portogallo. La Scuola è divenuta la ‘Cenerentola’ nel calderone indistinto del pubblico impiego, ove la laurea, quando è titolo d’ingresso, frutta uno stipendio iniziale di almeno 1.550 euro, non di 1.300. O si esce dal pubblico impiego e dal campo di vigenza del DL.vo 29/1993, o risulta persino ridicolo parlare di stipendi (…europei).

I sindacati tradizionali, ‘pronta-firma’, sono stati complici di tutti i governi in quest’operazione di distruzione delle retribuzioni. Hanno sottoscritto per un trentennio contratti ridicoli dopo che gli scatti d’anzianità sono stati vietati dal Dlvo 29/93, da loro concordato all’epoca con il Governo Amato nei famosi accordi sul costo del lavoro. Il ‘congelamento’ degli automatismi d’anzianità, la manfrina della parziale ‘restituzione’ con la truffa della ‘presa dal mucchio’ del fondo di istituto, oggi così ridotto da impedire la retribuzione degli straordinari del personale ata e delle ore dei progetti dei docenti, vengono da lontano ed hanno origini sulle quali tutti tacciono. La verità che nessuno dice è che nelle leggi finanziarie, da molti anni, non si possono stanziare fondi per gli scatti.

Questione mense e panini alle scuole primarie e secondaria superiore di I° grado con orario prolungato. 
Ultimamente a molti dirigenti scolastici pare mancare il buon senso. Permettere alle famiglie di preparare il pranzo da casa dovrebbe essere normale ed invece quello che è accaduto a Milano ha dell'assurdo: una bimba è stata allontanata dalla mensa ed è scoppiata a piangere disperata, portata in un'altra aula e lasciata da sola come se fosse in punizione. E' accaduto alla scuola elementare Pirelli di via Goffredo Da Bussero, in zona Niguarda a Milano. Ovviamente i genitori si sono attivati tramite il proprio legale. 

Questione valutazione:
Chiarisco perché ho scritto che i questionari fatti compilare agli studenti e alle famiglie sotto forma di "qualità" sui docenti sono illegali.
Se dovesse esserci un contenzioso il giudice darebbe ragione all'insegnante, primo perché lo studente non ha i titoli e le conoscenze e competenze per giudicarlo.
Secondo perché c'è un legame docente - discente, un vincolo che esclude l'imparzialità.
I dirigenti lo sanno ma grazie agli insegnanti zombie, dormienti e servili approvano tutto.

I comitati di valutazione stiano molto attenti a definire quesiti, questionari, griglie di valutazione dei prof. 
Ricordo che i primi a non essere stati mai valutati sono proprio i membri del comitato come ovviamente i dirigenti scolastici che dal 2000 avrebbero dovuto ricevere una valutazione ma soltanto da quest'anno forse partirà il RAV (Sistema Nazionale di Valutazione   a regime.
La scuola statale non offre un servizio come un viaggio di piacere in un villaggio Vacan
ze  dove compili il questionario sulla qualità ma svolge un compito istituzionale cioè quello del diritto costituzionale dell'istruzione. 

La valutazione di tutto il personale della scuola andrebbe fatta seriamente.
Il controllo triennale psicologico e la valutazione da ispettori ministeriali di materia, noi come Unicobas lo chiediamo da 10 anni ma al Governo e al Miur sono sordi per evidenti motivi...
Controllo che andrebbe fatto su tutto il personale della scuola dal dirigente al collaboratore scolastico.
Se lo superi aumenti del 10% di stipendio altrimenti un anno di aggiornamento e se non lo passi via dalla scuola. Come avviene in Francia.


Pensioni.
Giorni fa è stata battuta la notizia sulla proposta di legge che permetterebbe di andare in pensione fino a tre anni e sei mesi prima della scadenza naturale con un prelievo sull'assegno del 5-6%. (Restituendo in 20 anni 12mila euro se si andasse un anno prima figuriamoci tre anni... sarebbe un mutuo di 36mila euro!!!). Ma di questo ne avevamo già parlato. Ecco che... come al solito il "bravo" Matteo esperto nel far litigare i lavoratori tra loro, sta inserendo le categorie esenti da prelievi mensili, tra questi "fortunati" rientrerebbero le maestre perché il loro lavoro sarebbe considerato usurante.
Una mossa astuta per "comprare" consenso e 300 mila voti, frammentando ancora di più il personale della scuola. Mi auguro che ci ripensi, fissando a 63 anni il limite massimo salvaguardando, finalmente, i lavoratori pubblici e privati, permettendo un ricambio generazionale nel lavoro, assumendo altri 500 mila giovani diplomati e laureati all'anno con contratti a tempo indeterminato.
Sarebbe un grande gesto politico, a favore del popolo italiano e credo proprio che conquisterebbe tra i lavoratori, un consenso e una credibilità mai avuta fino ad oggi.

La scuola italiana che non ti aspetti… invece “La Buona Scuola” di Renzi, Giannini, Puglisi, Toccafondi e Faraone è proprio così.


Paolo Latella
Papà di quattro figli, insegnante e giornalista
Segretario della Lombardia e Membro del direttivo nazionale del sindacato Unicobas Scuola

martedì 20 settembre 2016

Formazione docenti, non è previsto numero obbligatorio di ore. Obbligatorietà riguarda rispetto contenuti PTOF

Formazione docenti, non è previsto numero obbligatorio di ore. Obbligatorietà riguarda rispetto contenuti Piano (PTOF)

Il Miur, come abbiamo già riferito, ha pubblicato la nota n. 2915 del 15/09/2016, con la quale vengono anticipate alcune indicazioni per dare alle scuole la possibilità di iniziare a pianificare gli aspetti organizzativi e gestionali delle attività di formazione del personale scolastico, in attesa dell’imminente pubblicazione del Piano Nazionale di Formazione.

Una delle principali novità, rispetto alle bozze precedenti, anticipata dalla suddetta nota riguarda il numero di ore che i docenti devono svolgere nel triennio di riferimento.

Nelle bozze precedenti, come riferito anche dai sindacati, erano previste 5 unità formative di 25 ore ciascuna, per untotale quindi di 125 ore di formazione nell’arco del triennio.

Nella nota del 15 settembre, invece, leggiamo:

Le azioni formative per gli insegnanti di ogni istituto sono inserite nel Piano Triennale dell’Offerta formativa, in coerenza con le scelte dcl Collegio Docenti che lo elabora sulla base degli indirizzi del dirigente scolastico. L’obbligatorietà non si traduce, quindi, automaticamente in un numero di ore da svolgere ogni anno, ma nel rispetto del contenuto del piano.

Non abbiamo, dunque, l’indicazione di un numero di ore predeterminato, in quanto l’obbligatorietà non può riguardare le ore ma i contenuti del Piano.

In tal modo, si riconosce, giustamente, l’autonomia delle istituzioni scolastiche, che progettano la formazione dei docenti in base alle esigenze formative degli stessi e non in base a delle direttive “calate dall’alto”. Inoltre, si supera la concezione secondo cui la formazione è più efficace proporzionalmente al numero di ore svolte.

L’efficacia delle attività formative non dipende, come sanno bene gli addetti ai lavori, dal numero di ore effettuate ma piuttosto dalla qualità degli interventi e dei formatori.
fonte: Orizzontescuola

lunedì 12 settembre 2016

Unicobas, Usi e Usb: sciopero generale il 21 ottobre


La prima dichiarazione ufficiale di riapertura delle ostilità nella scuola arriva dal sindacalismo di base:  per il 21 ottobre prossimo Unicobas, USB e USI hanno in programma uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private.
Per il giorno successivo, sabato 22, è prevista invece una manifestazione nazionale, anzi un vero e proprio "No Renzi day" che dovrebbe rappresentare una sorta di prova generale per il "no" sul referendum costituzionale che sta ormai diventando la parola d'ordine dell'intero movimento anti legge 107.
La piattaforma rivendicativa per la scuola passa dalla richiesta di rinnovo del contratto e dalla cancellazione della legge 107.
Ma, con il documento di proclamazione dello sciopero, Unicobas coglie l'occasione per toccare un paio di questioni che  sono oggi oggetto di dibattito diffuso all'interno della scuola.
La prima riguarda il cosiddetto 'spezzatino' delle cattedre al quale Unicobas contrappongono la regola del "NO alla dispersione delle ore dei docenti titolari".
"Con la scusa che i posti presenti nel cd. 'organico dell'autonomia' dovrebbero 'integrarsi' - si legge nel documento -  è in atto una vera e propria campagna di cessione delle ore di cattedra avviata da molti dirigenti scolastici verso i docenti (assunti ante L. 107 o assunti nelle varie fasi con esclusione della fase 'C' e neo-trasferiti) che hanno conservato la titolarità nonostante la L. 107/2015".Stefano d'Errico sostiene invece che la legge è chiara e che le tre categorie di posti facenti parte dell'organico dell'autonomia (posti comuni, per il sostegno e per il potenziamento dell'offerta formativa) sono  giuridicamente diverse fra di loro.
Questo significa che i docenti titolari ante legge 107 hanno diritto ad una cattedra piena.
C'è poi il tema del cosiddetto "demansionamento" dei docenti dell'organico 'potenziato' legato alla utilizzazione dei neo-assunti di fase 'C'  in modo indiscriminato sulle supplenze (anziché su progetti, laboratori, etc.), così come l'utilizzazione dei medesimi su materie per le quali non sono abilitati:  questa modalità di impiego del personale"integra - secondo Unicobas - un elementare demansionamento, che non può essere certo risolto con la cessione di alcune ore cattedra (molte o poche), bensì con ricorsi mirati, né con la 'parificazione' di tutti nell'annullamento dei diritti derivanti dal proprio stato giuridico".Unicobas ritiene insomma che si stia correndo nella scuola il serio rischio di creare divisioni sbagliate all'interno della categoria, rischio che può essere superato attraverso una azione di protesta unitaria.
Forse - conclude d'Errico - potrebbe essere utile a molti una lettura del libro "La servitù volontaria" scritto da Etienne de La Boétie verso la metà del '500, testo in cui si spiega bene come spesso chi detiene il potere riesca nell'impresa di contrabbandare il livellamento in basso e la schiavitù di tutti come 'eguaglianza'. 

fonte: http://www.tecnicadellascuola.it/item/23698-unicobas-usi-e-usb-sciopero-generale-il-21-ottobre.html

Professionisti... ma di che?

Tale Teresa De Feo s'erge dal sito 'Professionisti Scuola Network' a contestare la denuncia dell'Unicobas sui rischi determinati dalla campagna di cessione delle ore di cattedra avviata da molti dirigenti scolastici verso i docenti (assunti ante L. 107 o assunti nelle varie fasi con esclusione della fase 'C' e neo-trasferiti) che hanno conservato la titolarità nonostante la L. 107/2015.
Lo fa inanellando una sequela di inesattezze precedute da velate offese di vario genere che non sono al nostro livello e perciò ignoriamo. Non sfuggiamo invece al merito della questione. L'errore principale, gravissimo (o la voluta inesattezza) dalla quale deriva tutto il resto è racchiusa nella frase seguente: " Di fatto, che piaccia o no, la L.107/15 dispone, secondo i comma (i) 63 e 68, dall'anno scolastico 2016/2017 la costituzione di un organico unico, l'organico dell'autonomia per l'appunto in cui confluirebbero senza più distinzione 'posti comuni, per il sostegno e per il potenziamento dell'offerta formativa' (comma 63). Anche nella nota a cui si fa più volte riferimento, la 2805 dell'11/12/2015, questa relazione tra posti di potenziamento e perdita di titolarità non trova alcuna conferma. L'unico passaggio nella nota suddetta, in cui si affronta la questione, non fa che ribadire quanto già indicato dal comma 63. 'l’organico dell’autonomia, pertanto, andrà gestito in modo unitario, in modo da valorizzare le professionalità di tutti i Docenti e senza una rigida separazione tra posti comuni e posti di potenziamento, che dovranno gradualmente integrarsi' ”.
Bhè, a prescindere dal fatto che a noi non piace (e ci teniamo a ribadirlo), in realtà la disposizione di legge è esattamente opposta, e lo chiarisce proprio il medesimo comma, anche ad una lettura superficiale. Esso certamente recita: (l'organico dell'autonomia è) "costituito dai posti comuni, per il sostegno e per il potenziamento dell'offerta formativa" (L. 107/2015, comma 63). Ma quello che la singolare 'esperta' di turno non intende è che si tratta di tre CATEGORIE GIURIDICAMENTE DIVERSE (non a caso citate, e citate separatamente).
Tralasceremo la povertà pedagogica e deontologica di un'idea tanto confusa e disvaloriale di scuola, dove tutti i docenti vengono 'comandati' senza colpo ferire dal dirigente ad occuparsi di qualsiasi materia, disciplina, categoria didattica e formativa senza titolo adeguato, senza l'abilitazione corrispondente, o magari ad occuparsi di sostegno senza titoli di specializzazione, con il pretesto che 'fanno parte di un unico organico'. Tralasceremo queste follie didattiche perché, invero, anche se, com'è evidente, hanno conquistato la nostra interlocutrice, esse sottendono alla L. 107 (anche per questo anticostituzionale), che, infatti, come sosteniamo da tempo a colpi di ricorsi (gratuiti per gli iscritti), va combattuta caso per caso, denunciando il demansionamento di molti docenti del potenziamento mandati con abilitazione 'x' in istituti che chiedevano abilitati 'y', inviati in un comprensivo anche se abilitati ad insegnare latino e greco nei licei, e per di più a far da tappabuchi e supplenze (il massimo della deprofessionalizzazione).
Ma abbiamo il diritto (ed il dovere sindacale) di ricordare a chi 'fase C' non è, che neppure la L. 107 giunge sino ad eliminare la titolarità di quanti sono nell'organico di una scuola, se fanno parte APPUNTO dei "posti comuni" o "per il sostegno" (mentre invece, con la trovata degli 'ambiti' e l'eliminazione della titolarità per gli ultimi assunti e, nel futuro, per chiunque faccia domanda di trasferimento, ne insidia la titolarità solo se saranno costretti a cambiare istituto o se risulteranno perdenti posto).
Da quando esiste la scuola, non basta certo essere genericamente 'in organico' in un istituto perché questo comporti la sparizione delle abilitazioni, dei titoli e delle specializzazioni e si possa obbligare un docente a trasformarsi in altro da 'sé', ad 'insegnare' materie diverse da quelle per le quali è stato formato, men che meno a fare supplenze a detrimento delle ore di cattedra alle quali ha diritto (e neppure ad impegnarsi in 'progetti' collettivi dei quali non intende far parte e sempre a detrimento delle ore di cattedra alle quali ha diritto).
Infatti esistono le graduatorie di istituto (che, come tutti sanno, e come ammette anche la De Feo) la L. 107 non ha abolito. E la domanda che la De Feo dovrebbe porsi è proprio: perché la L. 107 non le ha abolite? Perché i titolari di 'scuola comune', categoria dentro la quale vengono ricompresi tutti i titolari di cattedra o comunque i titolari sull'istituto, avessero anche ottenuto trasferimento quest'anno solo sull'organico potenziato (ma solo perché non vi erano cattedre a disposizione - cosa diversa quindi dai neo-assunti di fase 'C') o di sostegno, hanno diritto, nei limiti delle cattedre presenti, AD UNA CATTEDRA PIENA o, al limite, a ciò che sino a ieri si chiamava 'spezzone', con relativa 'cattedra a completamento orario' (un'altra dizione, ben conosciuta da circa 40 anni).
Il principale problema (che come ben si dovrebbe esser già capito, soprattutto oggi è ultracollegato DI FATTO alla titolarità) riguarda le assegnazioni: a chi è titolare (a meno che non sia egli stesso d'accordo a cedere pericolosamente le proprie ore - cosa della quale non si vede comunque 'beneficio' alcuno né per il soggetto, né per la qualità della scuola), se esiste, va assegnata una cattedra piena, come è sempre stato, ed in ciò si deve seguire la graduatoria interna.
Contrariamente si consentirebbe una deriva molto rischiosa, derogando da diritti che persino la stessa L. 107 non mette in discussione, come anche la continuità didattica ed il dovere per il DS di attenersi ad esempio ai criteri sanciti nella contrattazione di istituto per l'assegnazione dei docenti ai plessi (stessa cosa vale per gli Ata che subiscono lo stesso tipo di attacco con la legge Madia).
Ecco perché la dialettica della De Feo non 'tiene'. Ella cerca solo di aggirare il problema quando sostiene che noi metteremmo "impropriamente in relazione il 'potenziamento' (...) con la titolarità". Inoltre, secondo quanto avrebbero suggerito alla De Feo, enunciando questi problemi, l'Unicobas farebbe "confusione tra titolarità e assegnazione delle ore e classi, relazione che nulla ha a che fare con la graduatoria interna di istituto".
Vediamo. Si gioca sulla definizione 'ragioneristica', ma si fa una grande confusione sulla sostanza. È vero che il dirigente 'assegna i docenti alle classi', ma persino secondo la L. 107 (esclusa la vergogna delle regole destinate all'organico del 'potenziamento' che, peraltro, per definizione, richiama la logica dell'organico AGGIUNTIVO, come recita la stessa L. 107, per 'progetti', di 'recupero' ed 'arricchimento dell'offerta formativa' - ché certo non poteva affermarsi che in realtà si voleva destinare decine di migliaia di neo-assunti ad una mera opera di supplenza a vita) non può snaturarne la funzione professionale sottraendo loro le ore di cattedra senza adeguata e grave motivazione, con determinante nocumento anche per gli alunni che improvvisamente vedrebbero negata discrezionalmente e senza giusta causa la continuità didattica, uno dei primi valori da garantire per la qualità della scuola. Al tempo stesso, l'utilizzazione dei neo-assunti di fase 'C' in modo indiscriminato sulle supplenze (anziché su progetti, laboratori, etc.), così come l'utilizzazione dei medesimi su materie per le quali non sono abilitati, integra un elementare DEMANSIONAMENTO, che non può essere certo risolto con la cessione di alcune ore cattedra (molte o poche), bensì con ricorsi mirati, né con la 'parificazione' di tutti nell'annullamento dei diritti derivanti dal proprio stato giuridico.
Un insegnante, prima di tutto, ha diritto ad una cattedra piena, o abbiamo nostalgia delle cattedre a 'completamento orario' che prima (oltre la L. 270/1982) determinarono la nascita della 'DOP' e poi confinarono nella Dotazione Organica Provinciale, anche per decenni, decine di migliaia di docenti?
La De Feo, bontà sua, chiude la sua requisitoria contro l'Unicobas aggiungendo che: "Detto questo la 107/15 è senz'altro una cattiva legge e su questo D'Errico ha assolutamente ragione, come ha ragione sul potenziamento a cui il rischio demansionamento si associa in maniera pericolosamente strutturale, come ha ragione sulla necessità di difendere una titolarità di sede, la libertà e la dignità dell'insegnamento, e su tutto che di questa legge non piace a chi l'ha contestata". Peccato che lo faccia appena dopo aver sostenuto che: "È appunto alle graduatorie che i sindacati dovrebbero invece interessarsi chiedendo di specificare nel prossimo CCN della mobilità che le scuole dovranno costituire graduatorie interne d'istituto uniche per ogni cdc a prescindere dal OD o dal potenziamento chiarendo, come aveva già chiesto PSN in questo pezzo, i meccanismi per l'individuazione dei soprannumerari".
Qui siamo davvero all'ambiguità più totale. In primis la De Feo dovrebbe sapere che le graduatorie esistono proprio per la determinazione dei soprannumerari e che qualora si facesse (come si dovrebbe) un'unica graduatoria interna, in coda finirebbero sempre e comunque i neo-assunti della fase 'C'. Ergo, l'Unicobas è più che lineare (essendo tali graduatorie legate all'anzianità nell'istituto e, soprattutto, al requisito del 'possesso' di cattedre complete - tanto che, se c'è una contrazione di QUELL'ORGANICO DI SCUOLA COMUNE, e solo di quello, all'ultimo in graduatoria viene assegnato, quando c'è, uno 'spezzone' di ore), difendendo lo stato attuale delle cattedre.
Ecco perché ci corre il dubbio che quelle cattedre in realtà Ella invece oggi vorrebbe 'mischiarle' (con il gioco delle tre carte), visto che sostiene che non ci sarebbe nessun problema nel consegnare, in tutto o in parte, al 'potenziato' le cattedre che sono degli attuali titolari.
Secondariamente è del tutto evidente che questo la legge, conservando la titolarità solo a quanti l'hanno acquisita ALL'INTERNO DELL'ORGANICO DI SCUOLA COMUNE E DI SOSTEGNO (e non al 'potenziamento'), non lo consente, perché negherebbe se stessa e perché vuole che col tempo la TITOLARITÀ IN SÉ resti solo un ricordo, proprio con la graduale estensione dell'organico potenziato che la Giannini vuole cresca sino ad occupare tutto l'istituto ideale-scuola, cosa che nel tempo si realizzerà matematicamente con il pensionamento dei docenti assunti ante-legem, PROPRIO GRAZIE ALLA CONSERVAZIONE DELLA SEPARAZIONE ALL'INTERNO DEL GENERALE 'ORGANICO' DI ISTITUTO (OGGI DETTO DELLA 'AUTONOMIA') fra organico di scuola comune, di sostegno e del 'potenziato'.
Un modello di 'scuola' dove la libertà d'insegnamento (unica garanzia per la libertà di apprendimento) e la professionalità docente verrà compressa fra istituti dove il dirigente-manager potrà far degli insegnanti ciò che vorrà ed AMBITI TERRITORIALI dove i dirigenti del territorio (con la chiamata diretta) o l'Ufficio Scolastico Provinciale potranno decidere se farli andare a 50 o più chilometri da casa (si pensi alle aree metropolitane) a seconda del loro 'sfizio'.
E l'Unicobas dovrebbe tacere, dovrebbe avallare una manovra così politicamente ignobile? La De Feo pensasse a contrastare con noi questa vergogna, anziché perorare la causa della flessibilità, dell'acquiescenza, dei 'regalini' sulle ore e quant'altro... Ridicolo quindi sostenere "di specificare nel prossimo CCN della mobilità che le scuole dovranno costituire graduatorie interne d'istituto uniche", perché un accordo non può modificare una legge. Queste sono 'barzellette', come quelle di quanti oggi dichiarano che il 'bonus' per i 'meritevoli' è stato 'contrattato' (cosa che peraltro sottende l'acquiescenza a questo istituto ridicolo), perché quell'assegnazione non è, e non sarà mai, salvo eventuale modifica della L. 107/2015, di natura contrattuale (almeno nella forma dell'attribuzione, che in diritto è SOSTANZA).
La lotta contro la L. 107, non è lotta di 'furbetti' tesi a 'limarne' gli 'spigoli cattivi': la L. 107, come abbiamo sostenuto TUTTI è, era e sarà, INEMENDABILE. Va sabotata e non corroborata da 'esperti' sodali di Renzi, 'contrastivi' solo in apparenza, come sono i tanti azzeccagarbugli e faccendieri in cerca di visibilità e guadagni sull'unghia pronti a proporre piccoli ricorsi parziali ed a far leva sui bassi istinti micro-corporativi che allignano nella parte più sprovveduta della categoria, nell'un contro l'altra armati fra precari incapaci di trovare una soluzione unitaria (canale unico di reclutamento con precedenza segnata chiaramente sulla base di un punteggio serio dato alle abilitazioni già conseguite, di modo che non si debbano rifare concorsi, e dagli anni di servizio), o nel divide et impera fra docenti avvalorato dalla confusione (molto ben voluta dalla Giannini alle cui circolari - che non hanno valore di legge - s'appella impavida anche la De Feo) fra stato di titolarità ante-legem e 'potenziato'.
Come lo sono state quelle OOSS che non hanno più mosso un dito non manifestando e non scioperando dopo il 5 Maggio 2015, si sono sottratte alla campagna referendaria per abrogare la L. 107 e che oggi si dichiarano a favore del 'Sì' alle vergognose 'riforme' costituzionali, con le quali, dopo aver aggredito la Scuola, s'aggredisce l'assetto parlamentare ed elettorale del Paese.
I neo-assunti di fase 'C', troppo spesso innamorati di assunzioni qualsivoglia (e per questo spinti persino a non firmare i quesiti referendari per l'abrogazione della L. 107) facciano ricorso contro il demansionamento, invece di essere spinti ad aspirare ad una manciata di ore di chi ha lottato anche per loro. Se vogliamo fare un'opera culturalmente meritoria, diamo loro da leggere "La servitù volontaria", dove si spiega bene come ci si vende per una carota più che per un bastone, e come sia possibile (ed automatico) poi scambiare il livellamento in basso e la schiavitù di tutti per 'eguaglianza'.
Ma lo sanno costoro, questi 'professionisti scuola network', cosa sta succedendo nelle scuole italiane? Se la maggior parte dei presidi che si sta muovendo in questa direzione, ben sapendo che non si possono operare 'spezzatini' ed amputazioni di cattedra d'ufficio, chiede le ore ai titolari di cattedra, ritraendo la richiesta a fronte di un semplice diniego, ci sono dirigenti che hanno realizzato una generalizzata riduzione delle ore di cattedra imponendola come diktat o facendola passare in Collegi Docenti poco accorti (perché neppure il Collegio può comprimere un diritto soggettivo), come fosse una conseguenza 'inappellabile' e diretta della L. 107, quando non hanno tolto cattedre intere e passato al direttamente al potenziato numerosi colleghi (in primis quelli che loro hanno ritenuto 'contrastivi') !!!
Da che parte stanno questi 'Professionisti Scuola Network' ??? 

Stefano d’Errico
(Segretario nazionale dell’Unicobas Scuola)

La legge 107/2015 e soprattutto l'organico dell'autonomia favorisce situazioni di Mobbing!

La legge 107/2015 e soprattutto l'organico dell'autonomia favorisce situazioni di Mobbing!
Ricordo che il mobbing è una situazione lavorativa di conflittualità sistematica, persistente ed in costante progresso in cui una o più persone vengono fatte oggetto di azioni ad alto contenuto persecutorio da parte di uno o più aggressori in posizione superiore, inferiore o di parità, con lo scopo di causare alla vittima danni di vario tipo e gravità. Il mobbizzato si trova nell'impossibilità di reagire adeguatamente a tali attacchi e a lungo andare accusa disturbi psicosomatici, relazionali e dell'umore che possono portare anche all’invalidità psicofisica permanente.
La vittima è sempre in una posizione inferiore rispetto ai suoi avversari. Inferiorità non riferita al potere, all ́intelligenza o alla cultura, ma come status: durante un lungo periodo di tempo in cui subisce Mobbing, la vittima perde gradatamente la sua posizione iniziale, cioè perde:
1. la sua influenza
2. il rispetto degli altri verso di lui
3. il suo potere decisionale
4. non di rado la salute
5. la fiducia in se stesso
6. gli amici
7. l ́entusiasmo nel lavoro
8. se stesso
9. la sua dignità.
Pertanto consiglio ai dirigenti scolastici di evitare il costante martellamento psicologico nei riguardi di alcune colleghe... perché gli avvocati costano... dall'1 settembre anche per i DS.