E' passato più di un anno dalla "Buona Scuola" di Renzi. Facciamo il punto della situazione

Molte mamme mi scrivono da Lodi, Milano, Crema, Varese e purtroppo le lamentele sono quasi tutte simili. La Legge 107/2015 chiamata "La buona scuola" ha peggiorato la scuola, aumentando confusione e disservizi agli studenti. A Milano ci sono scuole come l'Istituto di Istruzione Superiore "Cardano" dove mancano tantissimi insegnanti compreso il docente di indirizzo di scienze umane e siamo al 20 novembre 2016.
Federica, la mamma di una studentessa di Milano, mi ha scritto anche quest'anno:
prof. Latella, si ricorda le avevo scritto ad aprile 2016 lamentandomi di diversi disservizi e mancanza di docenti, volevo informarla  che nulla è cambiato rispetto all'anno scorso[...]  mia figlia ha già cambiato dall'inizio di quest'anno quattro insegnanti di materie tecniche e ha cambiato tre volte l'insegnante di italiano, ha cambiato anche quest'anno destinazione dello stage [...], non ci sono ancora i soldi per i corsi di recupero, le ore di laboratorio sono praticamente state cancellate, ci sono molti insegnanti che suppliscono le ore dei docenti che non ci sono. Le lavagne interattive multimediali) in diverse classi non funzionano e la connessione Internet spesso non funziona oppure è troppo lenta.
Gli insegnanti  non vogliono portarli in viaggio d’istruzione all’estero perchè ci sono troppe responsabilità, troppi rischi, nessun rimborso e i pochi proff che accettano di accompagnarli devono spendere i propri soldi per il pranzo perchè non è compreso.
Gli insegnanti di religione anche quest'anno invece di diminuire, perché sempre più studenti non si avvalgono della materia, aumentano e vengono inseriti nei progetti del piano dell’offerta formativa.
Questa è la “Buona Scuola” del Governo italiano? Sono veramente preoccupata per mia figlia e per tutti gli studenti[...] questa scuola è un caos!
Cara signora Federica, gli studenti stanno vivendo sulla propria pelle "la buona scuola" di Renzi... una legge (107/2015) che va contro ogni logica della vera istruzione pubblica laica statale. Insegnanti utilizzati male, la didattica è alla deriva per non parlare di quella laboratoriale che è stata quasi del tutto cancellata prima dalla Riforma Gelmini-Tremonti e poi dimenticata dalla Giannini. Ci sono due sentenze esecutive del Tar del Lazio che obbliga il Miur a ripristinare le ore cancellate dalla riforma Gelmini-Tremonti ma ancora oggi tutto è fermo perché questo Governo non ha intenzione di eseguire la sentenza e rispettare la legge!
Lei si lamenta che sua figlia, per arrivare sul posto dello stage sostiene delle spese, si porta il panino da casa perchè deve stare fino alle 18. Nessuno le offre almeno il pranzo. Gentile signora lei ha proprio ragione, hanno "ideato" l'alternanza scuola lavoro obbligatoria per sfruttare gli studenti e regalare forza lavoro alle aziende, agli enti pubblici, alle cooperative e agli studi professionali, tutto ovviamente gratis.
E' bene che si sappia... gli insegnanti di religione (sia a tempo indeterminato che determinato) ricevono gli scatti di anzianità ogni due anni mentre per 850 mila docenti di ogni ordine e grado gli scatti rimangono bloccati da più di 10 anni.
L'11 novembre 2016 c'è stata la protesta contro la Buona scuola del governo Renzi  da parte dei collettivi studenteschi che sono andati per la seconda volta nel fast food di San Babila a Milano per gridare il loro no all'accordo del Ministro Giannini con la multinazionale.
Lo stage se non retribuito deve comunque contenere le spese di viaggio e il pranzo invece... schiavismo allo stato puro!
L'istruzione statale è un diritto costituzionale e gli studenti sono delle risorse e non degli schiavi da regalare alle aziende e ricordo che sono studenti minorenni.
In molte scuole (non in tutte) le attrezzature informatiche ci sono ma il Miur non ha pensato al costo di manutenzione dei dispositivi. Una seria connessione ad Internet ad alta velocità con una banda garantita per singoli pc di una scuola con mille studenti, centoventi insegnanti e  quattro laboratori costa non meno di 200 euro al mese.  Un contratto di assistenza (registro on line + gestione e monitoraggio della rete + controllo privacy e sicurezza) costa 10mila euro all'anno.
I bagni non funzionano perché hanno tolto i soldi alle Province che continuano a gestire le scuole superiori di secondo grado, licei, tecnici e professionali. I piccoli e medi interventi di ristrutturazione sono a carico dei bilanci delle singole scuole statali che di soldi non ne hanno.
Gli insegnanti non solo sono sottopagati ma i prof precari, molto spesso, devono aspettare tre-quattro mesi per percepire uno stipendio da 1300 euro, nel frattempo vengono mantenuti dai genitori che sono in pensione. Questa è la “buona scuola?”.
Vorrei che fosse presente il sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi che recentemente è riuscito addirittura a far raddoppiare i contributi alle scuole paritarie confessionali, gli ricorderei che come uomo di stato dovrebbe difendere la scuola pubblica laica statale e non Comunione e Liberazione.
L'istruzione statale è un diritto costituzionale non un servizio, è un segmento fondamentale della libertà e della democrazia, è uno spazio senza filo spinato e senza pubblicità dove crescono i nostri figli, dove si respira cultura, laicità, dove non esistono barriere ideologiche, religiose e sociali e si cresce con la consapevolezza del libero arbitrio e coscienza critica.
La scuola pubblica laica statale non deve essere trasformata in un centro servizi nel quale gli studenti sono considerati un costo standard  invece di risorse umane che sono e saranno la soluzione ai problemi della nostra nazione.
Noi insegnanti, noi genitori abbiamo una grande responsabilità che è quella di preparare con conoscenze e competenze i nostri studenti, prepararli nel miglior modo. Renzi vuole un insegnante “a costo zero” che faccia anche l'educatore, l'insegnate di sostegno, tutor nell'alternanza scuola lavoro, animatore digitale, responsabile della sicurezza elettronica, valutatore, controllori dei servizi igienici, responsabile della sicurezza, responsabili di primo soccorso, ispettori della motorizzazione e revisione di autobus).
Non ho mai sentito dire dal Ministro Giannini né da Matteo Renzi, né da Toccafondi, né da Faraone che la libertà di insegnamento non verrà mai intaccata e che il grande mestiere (insegnamento frontale ed attività pomeridiane) dell'insegnante deve essere salvaguardato e valorizzato.
E’ importante capire che un rapporto cresce tra due soggetti se entrambi vivono in un ambiente sereno.
La fiducia è un sentimento di sicurezza che deriva dal confidare in qualcuno o in qualcosa. E’ una convinzione personale di correttezza e verità e non può essere forzata. Se si ottiene la fiducia di qualcuno si è stabilita una relazione interpersonale sulla comunicazione e sulla condivisione di valori ed esperienze. La fiducia dipende sempre dalla reciprocità.
Come può un docente entrare in classe sereno e predisposto alla comunicazione positiva quando il suo stipendio è il più basso d’Europa?  Figuriamoci i colleghi precari, che non sanno che fine faranno.
Il dott. Massimo Faggioli Dirigente di Ricerca - Area della Valutazione e dei processi di miglioramento INDIRE) negli incontri presso l'USR Lombardia ha espressamente detto che è inevitabile che ci sarà un aumento delle ore in più per ogni singolo insegnante (che ai 40 + 40 si aggiungeranno altre 70-80 ore a costo zero per l'Amministrazione). Se passasse questa richiesta su tutto il territorio nazionale "sotto banco" come una consuetudine avremmo un orario di lavoro che furbescamente rimarrebbe inalterato per lezioni frontali ma raddoppierebbe per le attività extra didattiche tutto ovviamente a costo zero impegnando i docenti in almeno 3-4 pomeriggi alla settimana.
La scuola è l'unico ambiente di lavoro dove si chiede un maggiore impegno lavorativo senza percepire una vera retribuzione professionale.
L'intensificazione lavorativa deve essere retribuita. La parola volontariato lasciamola fuori dalla scuola. Noi siamo dei professionisti e i professionisti si pagano!
Questo Governo reazionario vuole cambiare la scuola statale italiana in un sistema pubblico-privato che formi manipolatori dell’immaginario collettivo, spacciatori di false promesse, venditori di un futuro impossibile, agenti senza scrupoli del consumismo universale, yesman, comici da due soldi, programmatori televisivi, politici ladri, speculatori, mafiosi sanguisughe della società. Sarà questa la futura classe dirigente di questa Nazione?
Noi, insegnanti della scuola pubblica laica statale italiana dobbiamo combattere chi vuole trasformare i nostri figli in studenti vuoti e spaesati, poveri di cultura, senza pensiero critico e senza capacità di parola adeguata per confrontarci con il resto del mondo.
Investiamo nell'istruzione statale italiana! Rispettiamo la Costituzione sempre più presa di mira da cazzari e dagli uomini della TREELLE.
Noi del sindacato Unicobas Scuola non siamo contrario ad un pubblico concorso ma separando chi non è mai entrato in classe e chi invece insegna da diversi anni ed è abilitato.
Un vero doppio canale: Un ingresso per concorso per tutti coloro che vogliono partecipare con il solo titolo universitario e il secondo tramite abilitazione all'insegnamento con graduatoria unica nazionale. Il sindacato Unicobas lo ribadisce e lo scrive da moltissimi anni.
Molti dirigenti scolastici sono convinti che i sindacati non contano più nulla.
Vorrei ricordare che in Europa i sindacati di base come l'Unicobas,  hanno molti più diritti ovunque, mentre nel "Bel Paese italico" non ci forniscono neanche un'ora di permesso retribuito. A noi come a tutto il sindacalismo di base viene negato dall'Ottobre '99 persino il diritto di tenere assemblee in orario di servizio, anche nelle scuole dove abbiamo 50 aderenti su 100 docenti. Noi lottiamo per una legge che calcoli la "rappresentatività" con elezioni basate su liste nazionali, provinciali e di singolo istituto. Crediamo che questa possa essere una buona base di partenza per una rivendicazione europea. Anche rispetto al diritto di sciopero l'Italia ha fatto molti passi indietro.
Abbiamo inviato ai parlamentari Gianluca Vacca e Silvia Chimienti la nostra proposta di legge sulla rappresentanza sindacale che nel 2008 è stata presentata dall'allora Pierfelice Zazzera vicepresidente della VII Commissione Cultura ed Istruzione. Speriamo che il M5S recepisca l’importanza di questa scelta che darebbe importanza al sindacalismo di base ma soprattutto ripristinerebbe la libertà e la democrazia nei posti di lavoro.
Ci sono anche le “anomalie di sistema” nella scuola pubblica laica statale.
Ho scritto un libro nel 2014 dove denuncio queste vergogne. Lo trovate su Internet basta scrivere “Il Libro nero della scuola italiana”. E’ gratuito, allego il link: http://www.webalice.it/paolo.latella/libronero_latella.pdf
Altri scandali colpiscono la scuola pubblica laica statale come quella delle lauree e abilitazioni all’estero grazie alle direttive europee e internazionali. Tutto ovviamente legale ma eticamente secondo me scorretto!!!
Ho fatto quattro conti se spendi 20mila euro diventi avvocato in Spagna con le direttiva europea puoi esercitare in Italia senza fare l'esame di Stato (basta fare due anni praticantato presso uno studio legale compiacente) poi se vuoi insegnare ti iscrivi tramite una nota università telematica e un noto sindacato al corso abilitante in Bulgaria e in colpo solo diventi un noto avvocato del Foro... e un professionista della didattica e se vuoi esagerare vai in Romania e con altri 10mila euro diventi specialista sul sostegno. I giovani oggi possono decidere se investire sui titoli professionali (comprandoli) chiedendo un mutuo alla banca ipotecando la casa dei genitori. Questa è l'Europa unita... per fregare chi invece suda per conquistare un posto di lavoro.
Un altro scandalo è l’inchiesta “ Zero in condotta” del giornalista Giuseppe Fabio Ciccomascolo sui falsi titoli di studio (presente nel libro che ho scritto) ci sono casi anche in Lombardia... e due casi a Lodi ma che riguardano diplomi comprati presso due scuole paritarie chiuse per illecito una in Calabria e una in Campania. Queste persone continuano a lavorare tranquillamente...
Insomma nella scuola pubblica laica statale ci sono persone che non hanno nulla a che vedere con la cultura e l’istruzione e che con la loro presenza distruggono l’immagine dell’insegnante. Ridiamo dignità alla nostra professione, cacciando queste persone senza titolo dai posti di lavoro!
Ma le priorità del ministro Giannini pare sia eleggere l’insegnante dell’anno! Un concorso a premi... Caro Ministro non siamo alla festa di Comunione e Liberazione a Rimini! Ministro concretezza please!!! Basta minchiate!!!
Quando “Mamma” Flc-Cgil  si siede al tavolo della contrattazione dovrebbe spiegare agli insegnanti, al personale Ata e a tutte le famiglie che "grazie" alla loro firma nel 1993 (col Dl.vo 29) è stato imposto in modo vergognoso un tetto agli stipendi. Sono vietati per legge aumenti superiori all'inflazione programmata. Per questo, col passaggio dalla lira all'euro, avemmo un rinnovo del 2% a fronte del dato Istat al 6% e di un aumento dei prezzi al consumo pari al 50%. Per questo, dal 1995 (quando da biennali gli scatti divennero gradoni di 6 e 7 anni) ci siamo 'autofinanziati' tutti i contratti, senza i quali, se avessimo conservato anche solo gli scatti precedenti, avremmo uno stipendio ben più alto, ed abbiamo avuto 'aumenti' sempre sotto l'inflazione dichiarata (dato Istat) e reale (incremento vero del costo della vita) e non potremo MAI neppure avvicinarci alla media retributiva europea, ove siamo (stando ai costi standard) all'ultimo posto, persino sotto Grecia e Portogallo. La Scuola è divenuta la 'Cenerentola' nel calderone indistinto del pubblico impiego, ove la laurea, quando è titolo d'ingresso, frutta uno stipendio iniziale di almeno 1.550 euro, non di 1.300. O si esce dal pubblico impiego e dal campo di vigenza del DL.vo 29/1993, o risulta persino ridicolo parlare di stipendi (...europei).
I sindacati (pronto firma) confederali e lo Snals , sono stati complici di tutti i governi in quest'operazione di distruzione delle retribuzioni. Hanno sottoscritto per un trentennio contratti ridicoli dopo che gli scatti d'anzianità sono stati vietati dal Dlvo 29/93, da loro concordato all'epoca con il Governo Amato nei famosi accordi sul costo del lavoro. Il 'congelamento' degli automatismi d’anzianità, la manfrina della parziale 'restituzione' con la truffa della 'presa dal mucchio' del fondo di istituto, oggi così ridotto da impedire la retribuzione degli straordinari del personale ata e delle ore dei progetti dei docenti, vengono da lontano ed hanno origini sulle quali tutti tacciono. La verità che nessuno dice è che nelle leggi finanziarie, da molti anni, non si possono stanziare fondi per gli scatti.
Io aderisco incondizionatamente all'appello per il NO alla controriforma costituzionale. Tuttavia, il primo dopoguerra italiano e tedesco dovrebbero insegnarci che, l'incapacità di risposte sul piano economico e sociale delle sinistre e dei sindacati maggioritari, resero possibile il "passaggio" di parti consistenti di ceti popolari, di intellettuali, anche di classe operaia alla reazione dei ceti borghesi e all'abbattimento delle libertà liberali e dei parlamenti. Purtroppo, ho l'impressione che si commettano gli stessi errori di allora. Per rimanere al nostro caso, noi Unicobas abbiamo la necessità di definire un patto d'azione con l'USB in difesa del diritto allo studio dei nostri figli, per combattere insieme per uno stipendio per tutti gli insegnanti e tutti i lavoratori, per gli scatti, per l'orario di lavoro, per l'età pensionabile, per il diritto ad essere curati senza svenarci nelle spese per le medicine e visite specialistiche, per i periodi sabbatici gratuiti, per l'imposizione della patrimoniale sulle rendite, per il redditto di cittadinanza per i giovani in attesa di lavoro, per i disoccupati, per i pensionati sociali, per i docenti disoccupati, per il diritto agli studi universitari per i poveri e meritevoli, per il diritto al contratto nazionale e al Consiglio Superiore dei Docenti.
Paolo Latella
Insegnante e giornalista
Dirigente nazionale del Sindacato Unicobas Scuola
Segretario della Lombardia 

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