Superiori di 4 anni, si parte! (Purtroppo)



Sperimentazione ridimensionata da 100 a 60 scuole per evitare di rinviare il decreto al Cspi.Superiori di 4 anni, si parte.
Manovra, 25mila cattedre in più e potenziamento a infanzia.

La partecipazione è su base volontaria. Studenti e famiglie devono chiedere di aderire alla candidatura della propria scuola: si tratta di recuperare in quattro anni circa mille ore di lezioni, quelle di un quinto anno: un liceo classico fa 1.023 ore al quinto, uno scientifico ne fa 990, un liceo artistico addirittura 1155. Una quinta classe di un istituto tecnico ha un monte ore di 1.056. Come un liceo musicale. Non tutte le ore, leggendo il decreto alla firma della Giannini, dovranno essere recuperate, visto che la proposta deve caratterizzarsi per l’utilizzo di modalità didattiche innovative e di spazi di flessibilità. Ma gli esiti degli apprendimenti finali agli esami di stato devono essere gli stessi, le discipline non possono essere tagliate.

La scuola candidata, statale o paritaria, dovrà distinguersi per l’utilizzo delle tecnologie e dei laboratori, dovrà puntare allo sviluppo delle eccellenze, all'insegnamento di più discipline in lingua straniera (Clil), alla continuità con percorsi universitari o Istituti tecnici superiori. Un raccordo forte dovrà essere sviluppato anche con le imprese. Gli studenti dovranno partecipare a certamina, olimpiadi, summer school, a progetti di scambio internazionale e di mobilità studentesca.

Rassegna stampa: da Oggi Scuola articolo di Alessandra Ricciardi


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Commento di Paolo Latella


Sono trascorsi due anni e mezzo dal decreto Carrozza e l'esperienza di ridurre di un anno i licei non è cresciuta. I percorsi sono troppo pesanti (in molti casi e in alcuni giorni al liceo quadriennale si esce da scuola alle tre del pomeriggio), alcune materie curriculari soppresse. Bisognerebbe effettuare 20 ore di lezione alla settimana in più e tutte di pomeriggio.
Le due sentenze esecutive del Tar del Lazio che obbligano il Miur a ripristinare il vecchio orario di servizio non sono state eseguite. Il Miur continua a fregarsene delle sentenze e con questa scelta reazionaria, il Governo va verso l'esatto opposto, invece di ripristinare le ore porta a quattro gli anni di scuola fregandosene di un piano didattico bilanciato e lasciando alle singole scuole al piano dell'autonomia.

Dobbiamo alzare il livello qualitativo dei nostri studenti e portare l'obbligo a 18 anni. Con la possibilità, in corso d'opera, di reindirizzare gli studenti meno portati per lo studio, in indirizzi professionali, all'interno dello stesso istituto.

E' opportuno ripensare ad una scuola con tutti gli indirizzi di studio visto che la Legge 107/2015 a regime trasformerà gli insegnanti in docenti di materie dipartimentali.

Se la mia idea di scuola verrebbe ascoltata, gli studenti potrebbero rimanere nel proprio istituto e frequentare indirizzi del Liceo, Itis, Ite e professionali.

Gli studenti sono un patrimonio indispensabile, sono le riserve “auree” intellettive, sono il futuro del nostro Paese e abbiamo l'obbligo di prepararli, istruirli al meglio. Non lasciare nulla al caso.

Ridurremmo così l'abbandono scolastico e i NEET (“Not (engaged) in Education, Employment or Training” giovani che non studiano, non lavorano e non si formano professionalmente vivendo alla giornata senza fare nulla, in Italia nel 2014 erano il 21,4% dei giovani).

Se riuscissimo a realizzare un nuovo piano dell’offerta formativa della scuola pubblica laica statale, avremmo in prospettiva anche un maggior numero di docenti utilizzati in modo corretto offrendo loro la possibilità di insegnare la propria materia nei corsi più idonei.

La scuola secondaria di secondo grado pubblica laica statale così com'è strutturata non ha più senso!

Sono fondamentali anche le scuole serali, il piano dell'offerta formativa delle scuola del futuro (immediato) deve essere camaleontico e non deve essere solo un documento di facciata per pubblicizzare i propri indirizzi di studio.

Pragmatismo, professionalità, qualità, praticità e utilizzo delle aziende del territorio, per la parte laboratoriale. Gli studenti verrebbero affiancati dal proprio docente di laboratorio in tutti gli indirizzi di studio direttamente nelle aziende, studi professionali, fabbriche, strutture pubbliche mentre i docenti tutor di materie teoriche porterebbero gli studenti più bravi a seguire i corsi di approfondimento in Università.

Finalmente avremmo seriamente il collegamento tra scuola e azienda, e la scuola con l'università.

Rivediamo seriamente il processo scolastico, visto che la Legge 107 non è e non sarà in grado di migliorare la qualità dell'istruzione dei nostri studenti.

La “buona scuola” è stata approvata con il solito obiettivo di produrre tagli alla scuola pubblica laica statale, impoverendo la didattica e licenziando nei prossimi anni 200 mila insegnanti e 100 mila tra collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi.

Rispondo a Valentina Aprea che vuole la chiusura degli istituti professionali statali in tutta Italia lasciando a casa senza lavoro 60 mila docenti.

Questi indirizzi di studi sono fondamentali e devono essere incentivati non cancellati. Sono un patrimonio della scuola italiana da più di un secolo e rimangono una grande opportunità per i nostri giovani.

L’ obiettivo dell’esponente di Forza Italia (come quello del PD ovviamente) è solo quello di ricevere i finanziamenti statali per girarli alle scuole private regionali dove molti insegnanti da anni, sono obbligati ad aprire la P.IVA, vengono pagati ogni sei mesi con stipendi da fame e rimangono senza diritti (niente ferie pagate, niente malattia pagata, niente permessi) ma con tanti obblighi come quello di promuovere spesso chi non dovrebbe essere promosso (altrimenti niente più lavoro), così i centri continuano a prendere i contributi regionali. Come già avviene in Lombardia.

La scuola pubblica laica statale deve garantire l’istruzione di qualità ai nostri studenti senza porsi limiti di spesa né di obiettivi. Solo così potremmo riuscire a far ripartire il nostro Paese. Investendo nei nostri giovani e non considerarli solo un costo “standard”!


L'obiettivo di trasformare la scuola statale in una scuola privata è purtroppo iniziato.

Paolo Latella

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