Caro Ministro Marco Bussetti

Caro Ministro Marco Bussetti,
sarà d’accordo con me, visto che è stato un prof, dirigente scolastico, dirigente dell’USR Lombardia e docente universitario, che per sedersi dietro una cattedra in una classe delle scuole superiori di secondo grado occorre avere la conoscenza e la competenza di un docente universitario congiunte alla didattica strutturata, molecolare, personalizzata, spesso ignorata e sottovalutata dagli stessi docenti universitari. Senza sottolineare quanto ci è richiesto dal punto di vista relazionale.

Nel docente delle superiori si sommano la delicatezza della didattica e lo spessore della conoscenza accademica.

Noi siamo l'ultima barriera alla devianza giovanile di massa.

Nel nostro mestiere c'è ormai una colonizzazione lavorativa che ci occupa l'intera giornata, senza il diritto alla remunerazione per la reperibilità.

Nel mestiere dell’insegnante di ogni ordine e grado c'è dolore, costrizione, povertà, disperazione, mobbing sottile di capi e capetti.

Noi docenti del terzo millennio aiutiamo gli studenti alla formazione della propria coscienza critica e del libero arbitrio come caratteristica primaria e simbolo della loro libertà e indipendenza.

Noi non cataloghiamo i colleghi in insegnanti di serie A, serie B e serie C.

I governi di centro destra e centro sinistra hanno voluto creare il caos nella categoria applicando la legge degli antichi romani: divide et impera, ma noi non ci caschiamo!

Ricordo caro Ministro che una lezione frontale ad una quinta di un liceo, di un istituto tecnico, di un istituto professionale è come fare una lezione universitaria.

Caro Dott. Bussetti le ricordo le figure istituzionali che hanno rappresentato negativamente l’Istruzione pubblica in questo Paese:

L’ex Sottosegretario Davide Faraone “figlio” del PD, della tribù dei renziani, della terra dei ficarazzi, uno degli ultimi sciamani con la berretta del partito democratico, che affermava l’importanza di Internet e che gli insegnanti e gli studenti avrebbero dovuto imparare ad usarlo. Faraone, invece di quelle frasi inutili, avrebbe dovuto promuovere la dignità e giusto salario per tutto il personale della scuola ma come sappiamo... così non è stato.

Per non parlare dell’altro sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, amico fraterno degli incappucciati di Comunione e Liberazione, Cei, Compagnie delle Opere, Opus Dei, che è riuscito, come nessun altro, grazie al supporto dell’intero PD, a far aumentare il fondo per le scuole paritarie confessionali e portarlo a 570 milioni di euro all’anno. Toccafondi è sempre stato d'accordo con Suor Monia Alfieri (presidente della più grande associazione che rappresenta le scuole confessionali paritarie italiane) nel trasformare uno studente in un costo standard.

Caro Ministro, le ricordo, nel caso ce ne fosse bisogno, che gli alunni sono una risorsa e non un costo, che l'istruzione è un diritto costituzionale e non un servizio di doposcuola.

BASTA col favorire le scuole confessionali con la solita balla mediatica, che in fondo fanno risparmiare i soldi allo Stato.

Difendiamo il diritto all'istruzione e le scuole pubbliche laiche statali.

Caro Ministro Marco Bussetti è arrivato il momento di riprenderci gli 8 miliardi di euro sottratti dalla riforma Gelmini (tagli confermati dai ministri di sinistra Carrozza, Giannini e Fedeli) e destinarli all’istruzione statale.

Per favore lasci perdere l’idea del finanziamento privato da destinare ai giovani che vogliono frequentare l’Università. Non obblighi le famiglie ad accollarsi un altro mutuo. Non faccia come il PD che per permettere di andare in pensione due anni prima, il personale con 40 anni di contributi versati deve accendere un mutuo e pagare per 20 anni le rate alle banche.
Lasciamo le banche da parte per favore! Aiutiamo i giovani aumentando i fondi del diritto allo studio gratuiti!
Basta mutui!!!


Paolo Latella

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