E' in arrivo la regionalizzazione!



È ufficiale: il 15 febbraio 2019 il Governo farà la proposta alle regioni che hanno chiesto la regionalizzazione (Veneto, Lombardia e Emilia Romagna).
Il ddl, una volta approvato, dovrà seguire l’iter legislativo ordinario, quindi l’entrata in vigore potrebbe non essere prossima.
Ci sono alcune indiscrezioni che fanno riflettere:

1) La regionalizzazione dovrebbe comportare anche il trasferimento del personale scolastico dalle dipendenze statali a quelle regionali, ma con alcuni distinguo. Tuttavia, secondo quanto risulta ad alcuni quotidiani, questa condizione è stata richiesta da Veneto e Lombardia, ma non dall’Emilia Romagna.

2) Le nuove norme riguarderebbero solo i neoassunti, a partire probabilmente dai prossimi concorsi. Chi è già in servizio, invece continuerà a vantare lo status di dipendente statale fino alla pensione.

3) La retribuzione base resta nazionale, ma le Regioni potranno proporre contratti di secondo livello, incentivi e premi che potranno servire a trattenere gli insegnanti, rendendo però più onerosa la scuola per i contribuenti.

4) La regionalizzazione avrebbe come effetto anche la stabilizzazione del personale nelle regioni dove si comincia a lavorare, a dispetto della bocciatura dell’emendamento nel decreto semplificazioni che prevedeva il blocco dei cinque anni per il personale in servizio. Per poter richiedere trasferimento, a questo punto, per i neoassunti serviranno accordi tra Regioni o tra la Regione e l’amministrazione centrale. Per i docenti già di ruolo non cambia nulla.
Le fonti sono: Orizzonte Scuola, il Sole24ore e Corriere della Sera.

5) Che fine faranno le regioni del SUD?

Paolo Latella

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