Il rapporto "monnezza" sui diplomifici aggiornato a marzo 2019 in Campania è sul tavolo del Miur. Vediamo cosa accadrà.

Il rapporto "monnezza" sui diplomifici aggiornato a marzo 2019 in Campania è sul tavolo del Miur. Vediamo cosa accadrà.  


Ho ricevuto un documento scottante che ho girato alle parlamentari del M5S.

L’on. Lucia Azzolina mi ha inviato il contatto al Miur per denunciare l’accaduto.

 Ho appena inviato al Miur il “rapporto monnezza”, così lo chiamo io...

Si tratta un report che spiega in modo analitico quello che sta accadendo in Campania aggiornato a marzo 2019.


Sono elencate i nomi e gli indirizzi delle 5 strutture paritarie, i cognomi delle persone che gestiscono questi diplomifici e che permettono anche di acquistare lauree sia triennali che magistrali, con un prezzo variabile a partire da € 7.500,00.

Sono coinvolti anche docenti della scuola statale.

In TUTTE queste scuole il diploma è GARANTITO al 100%. Nessuna frequenza, nessun obbligo di studio, nulla di nulla. Gli studenti pagano, pagano anche per gli extra (tesina, ritiro del diploma o dei certificati di idoneità) e possono dormire sonni tranquilli, improvvisando solamente il teatrino degli esami di stato nei giorni di svolgimento delle prove scritte e del colloquio orale.

Ci sono anche i cosiddetti “procacciatori di studenti” che, viaggiando da Nord a Sud, bussano alle porte dei centri studio proponendo loro scuole paritarie dove indirizzare gli studenti per portarli al massimo risultato con sforzo pari a zero.

Questo, nello specifico, è il vero e proprio mezzo con cui poi i diplomifici riescono ad avere numeri mostruosi di maturità ed idoneità ad ogni anno. I centri studio in sé non avrebbero modo di esistere se non ci fossero in giro per L’Italia queste rapaci figure.


C’è una persona (abbiamo il nome e cognome) che muove un vero e proprio giro di studenti sfruttando i suoi contatti con vari centri studio (soprattutto nella zona della Lombardia e dell’Abruzzo) tra esami di maturità ed idoneità. Il tutto facendosi pagare (dalle scuole paritarie) rigorosamente in nero e senza la benchè minima fattura. 

La “signora” intasca una percentuale sulla tassa d’esame di ciascun ragazzo, percentuale che si aggira tra i 300 ed i 500 euro. 

I calcoli porterebbero nelle tasche della signora tra gli 80.000 ed i 100.000 euro annui IN NERO.
Questa persona dichiara, anche spudoratamente, di essere inattaccabile sotto questo punto di vista (facendosi forte di avere una ditta individuale che opera in un campo diverso).

Poi c’è un noto avvocato che viene utilizzato dai proprietari di questi istituti per difendersi nei ricorsi per il ritiro delle parità scolastiche.

Anche in questo caso abbiamo il nome dell’avvocato e del suo studio legale legatissimo ad uno dei proprietari delle strutture in Campania, il quale consiglia spassionatamente di rivolgersi a questo studio legale per risolvere tutti i contenziosi legali con il Ministero della Pubblica Istruzione.
TUTTI i ricorsi sono perpetuati da questo studio, il quale ha un’altissima percentuale di vittoria, prossima al 100%.

Le modalità generali con cui lo Studio legale opera sono varie e variegate, tendenti però tutte a sgonfiare la gravità del problema (e quindi a garantire ai suoi assistiti il prosieguo dello status di scuola paritaria) oppure utilizzando la carta del Consiglio di Stato per sovvertire eventuali giudizi negativi.

Quasi in modo grottesco, posso affermare che pagando la salata parcella dello studio legale si ha la garanzia della vittoria.

La persona che mi ha inviato il report è disposta a collaborare con le forze dell’ordine.


Fonte:
Osservatorio Nazionale Permanente del Sindacato Unicobas sulle "scuole paritarie italiane"

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